Valentino Rossi promuove i talenti della Moto3: “Sono forti!”

Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)

L’Italia sta facendo un buon lavoro nel Campionato Mondiale della Moto3. Parola di Valentino Rossi, che dopo il round di Assen tira le somme di una prima metà di stagione assai promettente in ottica iridata.

Il Dottore ha di che essere orgoglioso, visto che la classifica provvisoria del Campionato della Moto3 vede nella top ten ben sei italiani – Romano Fenati (3°), Francesco Bagnaia (4°), Nicolò Bulega (5°), Niccolò Antonelli (6°), Enea Bastianini (8°) e Fabio di Giannantonio (9°) – e quattro di loro provengono dalla sua VR46 Academy. Potersi confrontare con Valentino in moto al Ranch di Tavullia o a Misano Adriatico è un privilegio che tantissimi aspiranti campioni sognano di poter vivere, e si capisce bene perché.

“Siamo molto contenti perché nella classe Moto3 attualmente ci sono molti italiani ai primi posti – conferma Valentino, come riportano i colleghi di Speedweek.com – . Questo è bello perché vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro in Italia. Molti piloti provengono dalla VR46 Academy, ma anche gli altri italiani sono forti. Proprio così”.

Dopo l’ottima performance nelle Qualifiche Moto3 del GP disputato domenica scorsa ad Assen di Andrea Migno, Nicolò Bulega e Romano Fenati, il Campione di Tavullia sperava per loro in una gara disputata sull’asciutto. “Non so come la pensi Enea – spiega – , ma i nostri piloti non sono molto forti sul bagnato”.

La gara Moto3 si è effettivamente disputata sull’asciutto ed è stata poi vinta da un italiano: Francesco Bagnaia, pilota del team Mahindra. “Abbiamo comunque festeggiato in pista – racconta Valentino sempre a Speedweek.com – e poi ancora il lunedì alla VR46 Academy”. Alle spalle di “Pecco” Bagnaia (al primo trionfo in carriera), infatti, c’era praticamente solo tricolore. E pazienza se il giorno prima il Dottore era stato protagonista di un’autentica débacle nella gara di MotoGP sul tracciato olandese, scivolando da -22 a -42 rispetto a Marquez. Al cuore – come dice l’adagio – non si comanda…