MotoGP, l’accusa di Gigi Dall’Igna: “Antisportivo vietare le alette”

Luigi Dall'Igna
Luigi Dall’Igna (©Getty Images)

Gigi Dall’Igna non ci sta. L’addio alle appendici aerodinamiche sulle carene, meglio note come “ali”, previsto dalle autorità della MotoGP a partire dall’anno prossimo, fa andare su tutte le furie il direttore corse del team Ducati: “Cose antisportive”, accusa, che “non mi piacciono”. Certo è che la Ducati sarà la Casa più penalizzata dall’addio alle appendici sulle carene.  “E la motivazione legata alla sicurezza non regge – sottolinea il manager di Borgo Panigale – : i giapponesi avevano condiviso la nostra proposta poi si sono tirati indietro. Sconcertante”.

Il cambiamento è stato deciso ieri sera dopo l’ultima riunione della Grand Prix Commission ad Assen: dal 2017 le “ali” delle macchine impegnate nel Motomondiale dovranno sparire. “La commissione ha deciso all’unanimità che, a partire dal 2017, l’uso delle ali aerodinamiche nella classe MotoGP sarà proibito – si legge nel comunicato stampa diramato al termine del meeting – . La regola replicherà quella delle classi Moto3 e Moto2 dove l’uso delle ali è già proibito. Le ali che rispettano l’attuale regolamento tecnico potranno continuare ad essere usate per il resto della stagione 2016”.

Una decisione illogica e dannosa, secondo Gigi Dall’Igna. “A me piace la sportività e se vedo cose antisportive non sono felice – premette il manager della Ducati, come riporta la Gazzetta Dello Sport – . La motivazione è legata alla sicurezza, ma le ali non sono mai state un problema: abbiamo effettuato studi, anche con i fornitori di materiale tecnico, con certificazioni indipendenti. Avevamo fatto una proposta ragionata e ragionevole condivisa dai giapponesi, che poi si sono tirati indietro. Mi lascia sconcertato”.

“Per i giapponesi – aggiunge – la Ducati ha sviluppato la moto con le ali e per questo pensano che abbiamo un vantaggio rispetto a loro che ci sono arrivati dopo. Mi aspetto che pure il becco montato dalla Honda sopra la presa d’aria sia considerato come un’ala”.

Com’è noto, tra la fine della scorsa stagione e il Gran Premio di Jerez di aprile, tutte le altre Case hanno introdotto diverse varianti delle ali sulle proprie moto. Ma era stata proprio la Ducati, a inizio 2015, a portare al debutto quest’ultima generazione di appendici aerodinamiche e, da allora, a mantenere il vantaggio in termini tecnologici. Ricordiamo che le “alette” in questione sono state concepite allo scopo di evitare il pattinamento delle ruote in accelerazione, generando carico aerodinamico all’anteriore senza dover tagliare l’erogazione di potenza del motore

Tante le voci critiche sollevate a proposito di questa novità, alcune per motivi puramente estetici, altre per il rischio di un’esplosione dei costi della ricerca in galleria del vento, altre ancora per le turbolenze che le ali creano a potenziale discapito dei piloti che si trovano in scia. Evidentemente, però, le giustificazioni di casa Ducati non hanno tacitato i dubbi della Federazione, che non è riuscita a trovare un accordo soddisfacente con i costruttori. Resta ora da capire se, come e quanto la novità inciderà sulle performance dei piloti della MotoGP e delle relative squadre.