MotoGP, Jack Miller: “Ho vinto su chi mi criticava”

Jack Miller (Getty Images)
Jack Miller (© Getty Images)

Una vittoria dedicata ai detrattori. Così Jack Miller ha voluto descrivere la sua impresa in sella alla Honda clienti del Team MarcVDS nell’odierno round della MotoGP sul tracciato olandese di Assen. Il pilota australiano si è preso in questa gara rocambolesca la sua rivincita su tutti coloro che lo avevano criticato per il passaggio dalla Moto3 alla classe regina e per le sue tante cadute a inizio carriera. E guai a chi insinua che la sua performance sia solo merito delle pessime condizioni meteo, con il nubifragio che ha persino portato la direzione di gara a interrompere la corsa.

jack Miller, classe 1995, ha esordito nelle corse su strada nel 2009, a soli 14 anni, e nel Motomondiale nel 2011, correndo il GP di Germania come Wild-Card nell’allora classe 125cc. L’apice della carriera arriva nel 2014 con un secondo posto mondiale nella categoria Moto3. L’anno successivo il grande salto in MotoGP, con il team di Lucio Cecchinello che ha voluto puntare su di lui e sul suo grande talento. I risultati della prima stagione nella classe regina non danno però i risultati sperati e Miller passa nel 2016 nel team MarcVDS. Finora nessun acuto… se non questa meritatissima vittoria.

“E’ una sensazione fantastica – dichiara Miller a fine gara ai giornalisti – . Quando ho attraversato la linea del traguardo mi è passato per la testa di tutto, a partire da quando mi sono trasferito in Europa nel 2010 con la famiglia per conquistare il mondo”.

Un pensiero va anche, o forse soprattutto, alla squadra che ha creduto in lui. “La Honda mi ha sostenuto nel progetto – riconosce Miller – . Spero di renderli fieri. Oggi il meteo mi ha dato una mano ma sono contento perché ho dimostrato che so come guidare una motocicletta e so come guidare una MotoGP e questo deve essere chiaro a tutti. Con questa vittoria ho messo un timbro ed ho riscattato tutte le critiche”.

L’ultimo sorpasso sul rivale spagnolo Marc Marquez è stato più semplice del previsto. “Ho visto Marquez e l’ho superato e quando l’ho fatto ho visto che ha cercato di spingere ma nemmeno più di tanto perché evidentemente lui pensava al mondiale più che alla vittoria del Gran Premio”, conclude.