MotoGP, Michela Cerruti: “Valentino non cerca più vendetta”

Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)

Chi è Valentino Rossi? Qual è la definizione più adatta per quello che è da molti considerato il più grande campione di motociclismo di tutti i tempi? E cosa possiamo aspettarci dal Dottore nella seconda metà del Campionato 2016 della MotoGP? A questi interrogativi, tutt’altro che scontati, ha provato a rispondere Michela Cerruti, che del Pesarese è una valida collega, oltre che una profonda estimatrice.

Premesso che “Valentino Rossi è stato uno dei campioni più amati, criticati, odiati, ammirati e osannati dal grande pubblico” e che “sarebbe riduttivo pensare al Dottore come a un semplice pilota simile a tanti altri, lui è un personaggio incredibile, pieno di sfaccettature e contraddizioni”, la giovane e brillante Michela, che da aprile 2016 è impegnata in una nuova sfida con Romeo Ferraris nel campionato TCR International, ripercorre la storia del fuoriclasse di Tavullia in un intervento su Lautomobile.aci.it. dove rimarca che”Valentino fa discutere, fa urlare, ma soprattutto sa far emozionare come nessun altro pilota sulla griglia di partenza della MotoGP”.

Il segreto della sua longevità come sportivo, a dire di Cerruti, sta nel fatto che “in lui c’è qualcosa che va oltre il guidare, che va oltre il vincere”, e “nonostante le sue vittorie e il suo successo lo rendano potenzialmente un essere irraggiungibile, Valentino sa restare nelle menti e nei cuori dei suoi tifosi, grazie a quel suo essere così umano, in modo quasi disarmante”. E se il ritmo delle vittorie non è più quello di un tempo, “lui rimane sempre il più grande di tutti, perché quando vince lo fa in modo speciale e quando fa una pole, cosa che tra l’altro capita ormai piuttosto raramente, la fa sempre al momento giusto e nel posto giusto, come avvenuto lo scorso GP del Mugello”.

Si arriva così alla storica stretta di mano con il nemico della Honda Marc Marquez dopo il GP di Barcellona, un evento-spartiacque “che, almeno per il momento, segna la voglia di tornare a lottare spinti dalla passione e dalla brama di vincere, non dalla rabbia o dalla voglia di vendetta”. E alla Cerruti piace pensare “che quella stretta di mano e quei sorrisi tra due grandi campioni fossero dedicati, forse anche inconsapevolmente, al giovane Luis Salom, andatosene via vivendo la stessa nostra meravigliosa passione. Sembra sempre che questi centauri non si lascino toccare da nulla, eppure qualcosa a Barcellona è successo, qualcosa dentro le anime di questi campioni si è mosso e ha preso una direzione diversa”.

“Con l’avvicinarsi del Gran Premio di Assen – conclude – , Valentino sembra non bramare più vendetta e il mondiale, che sembrava compromesso dopo il triste ritiro del Mugello, si riapre con la vittoria di Barcellona. Chissà se veramente la partita Italia-Spagna si trasformerà in un’amichevole…”.