Dani Pedrosa: “Honda progettata da Marquez, siamo in difficoltà”

Dani Pedrosa
Dani Pedrosa (©Getty Images)

Con solo due podi e nessuna vittoria nelle prime sette gare la stagione MotoGP 2016 non è iniziata bene per Dani Pedrosa. Dopo un finale di stagione 2015 ad altissimi livelli lo spagnolo della Honda non sembra aver trovato il giusto feeling con le nuove gomme e la centralina unica, anche se in più occasioni non ha mancato di puntare il dito contro Marc Marquez.

82 punti in sette gare sono un tesoretto insufficiente per chi monta su una delle moto più veloci della classe regina, con due soli podi conquistati in Argentina e in Catalogna, ma in ambo i casi approfittando di errori o cadute altrui. Indiscutibile la sua capacità di lottare sempre per le prime posizioni ma ancora una volta la RC213V sembra sopperire sotto i colpi delle Yamaha M1 di Lorenzo e Rossi. Eppure il suo compagno di squadra Marc Marquez è primo in classifica, un paradosso al limite dello spiegabile.

La Honda è una moto difficile, registra mancanza di potenza del motore in fase di accelerazione e con i motori congelati fino al termine della stagione sembra un handicap con cui dover fare i conti obbligatoriamente. Questo problema deriva dal propulsore aggressivo del team nipponico unite alle debolezze della centralina standard Magneti Marelli, entrata in vigore da regolamento dall’inizio del 2016. Ma Pedrosa riconosce i progressi prima dell’ottava gara della stagione che si terrà ad Assen.

“Cerchiamo di ottenere sempre più potenza, perché l’inizio della stagione è stato davvero difficile per noi – ha detto Dani a Motogp.com -. Ora la moto sta migliorando e questo ci aiuta… Ora tutto si combina meglio… Ad Assen lotterò naturalmente per il podio. L’obiettivo a lungo termine è: crescere, crescere, crescere”.

 

Una moto su misura di Marquez

In più occasioni Dani Pedrosa ha sottolineato come i difetti della RC213V siano frutto di scelte sbagliate, non dettate dalle sue scelte, bensì da quelle del compagno di squadra Marc Marquez. Dichiarazioni che avrebbero causato un terremoto nei box di qualunque team, ma non in casa Repsol Honda, dove entrambi i piloti proseguiranno la propria avventura con il team di Tokyo almeno fino al 2018.

“Bisogna pensare alla squadra e non solo ai propri interessi. Se si guardano gli altri piloti Honda, sono molto più indietro rispetto ai piloti satelliti du due o tre anni fa, quando Bradl e Bautista erano quarto e quinto. Ma ora gli altri piloti Honda sono indietro di dieci posti”.

Allora come spiegare il primato di Marquez? “Marc ha avuto un paio di buone gare, ha rischiato a sufficienza ed è stato costante”, ha spiegato Dani Pedrosa dopo il GP di Barcellona. “Ma a lui piace di più la moto perché l’ha progettata lui”. Difficile mettersi contro l’ex campione del mondo che per due stagioni consecutive ha dominato in lungo e in largo. Chi vince ha maggior diritto di parola…

 

L.C.