Mick Dooahn
Mick Doohan (©Getty Images)

Con i suoi cinque titoli mondiali, l’australiano Mick Doohan è uno dei più grandi piloti della storia della MotoGP.

Il suo nome è da tutti associato alla Honda NSR, la moto che l’ha accompagnato per quasi tutta la sua carriera. Ed è proprio in sella a quella moto che, in un fatidico giorno del 1992, fu protagonista di un bruttissimo incidente in quel di Assen. Quel tragico schianto, con la delicata operazione che ne seguì, mise a rischio non solo il suo futuro di pilota, ma la sua stessa sopravvivenza. Allora tutti pensarono che il ritorno di Doohan ai vertici del motociclismo sarebbe rimasto un sogno irrealizzabile. Poi, però, si è verificato quello che non è esagerato definire un miracolo, sul quale ancor oggi si continua a discutere.

Una volta rimessosi in piedi, Doohan si è messo in cerca assieme alla Honda di una soluzione. “Dopo l’incidente non riuscivo più a muovere la caviglia destra – ricorda lui stesso in un’intervista ad Auto Scout 24 – , per cui non potevo utilizzare il freno posteriore della moto”. Il veterano del Queensland, che quest’anno compie 51 anni, prosegue il suo racconto senza toni da melodramma: “Allora ho avuto l’idea di azionare il freno con il pollice…”. Ma la leva che inizialmente aveva pensato di utilizzare si rivelò assai poco pratica. “Quindi ho pensato ai Jet Ski e ai quad, qui quali il gas viene azionato con il pollice. Con un sistema simile, avrei potuto utilizzare qualsiasi dito per frenare. Tutto considerato, mi sembrava di essere così una soluzione migliore che un’impugnatura supplementare”. Risultato: “Dopo un’altra gara difficile, sono tornato ai box con la soluzione al mio problema. Gli ingegneri hanno lavorato rapidamente e sono stati in grado di predisporre un sistema funzionale per la gara successiva. Così sono riuscito a salire ancora sul podio”.

Il resto è storia. Da quel momento in poi la stella di Doohan non ha mai smesso di brillare. Con questa Honda fatta su misura per lui, l’australiano ha portato a casa cinque titoli mondiali consecutivi, una performance eguagliata solo da Giacomo Agostini e da Valentino Rossi. “Rossi è sulla scena da un bel po’ di tempo – osserva ancora Doohan – , e sono sbalordito dal fatto che trovi ancora l’energia e la motivazione per continuare a lottare per il titolo. Penso che sia uno spettacolo vederlo”. La sua ammirazione per il Dottore è evidente. “Attualmente, coloro che spiccano sono Rossi, Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Sono davvero al di sopra della norma”. “Ma sono sicuro che si troverà presto un nuovo talento in Australia o negli Stati Uniti, che sconvolgerà questa egemonia europea”, conclude.