Operazione Car Dream: 23.000 truffati dalla banda delle supercar low-cost

(© Getty Images)
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Promettevano ai loro clienti auto di lusso da sogno dietro il versamento di quote relativamente modeste, ma quello che sembrava un affare imperdibile nascondeva in realtà una maxi-catena di S.Antonio che ha coinvolto 23mila persone nella più classica delle truffe. Con uno stratagemma studiato fin nei minimi particolari, due fratelli astigiani pluripregiudicati, tre manager e un promotore, dietro il paravento di una società tedesca, sono riusciti a racimolare in un anno e mezzo più di 10 milioni di euro vendendo la speranza di poter guidare, con la formula del noleggio a 24 mesi, prestigiose berline a costo zero o quasi.

Per fare ciò, riferisce la Guardia di Finanza di Biella a conclusione dell’operazione Car Dream, hanno utilizzato un sito web e si sono avvalsi della collaborazione di numerosi promotori sparsi su tutto il territorio nazionale.

 

Gli sviluppi dell’operazione Car Dream

“In sostanza – spiegano gli investigatori – , il meccanismo posto in essere altro non è che un sistema piramidale (meglio noto come ‘schema Ponzi’ o ‘catena di Sant’Antonio’), dove il guadagno di un soggetto aderente a tale forma contrattuale deriva esclusivamente dal reclutamento diretto o indiretto di un certo numero di soggetti che a loro volta versano delle somme prefissate”. “L’ingresso nel sistema di nuovi iscritti consente a coloro i quali avevano già aderito di scalare a un livello superiore e così via, di livello in livello – aggiungono – . E’ bene ricordare che i contratti a struttura piramidale sono vietati dalla legge 173/2005 e sono puniti come reato, seppur di natura contravvenzionale”.

La società prometteva di consegnare una vettura dopo qualche mese dall’ingresso nel sistema a coloro che avessero versato una quota mediante bonifico. Tale automobile sarebbe stata concessa a noleggio per 24 mesi senza che i beneficiari fossero gravati da ulteriori costi (cambio gomme, bollo e assicurazione compresi). Alla scadenza, poi, avrebbero potuto noleggiare altri automezzi di classe e cilindrata superiori, fino ad una vera e propria “supercar”: una Maserati. I Finanzieri hanno scoperto questo sistema truffaldino intrufolandosi in incognito in una delle riunioni tenutesi a Biella lo scorso febbraio.

Incontri analoghi erano stati organizzati su tutto il territorio nazionale per reclutare nuovi aderenti. Nonostante l’ingente cifra raccolta ed il consistente numero degli affiliati, però, solo 84 hanno ricevuto l’autovettura promessa. Una volta compreso il meccanismo, sono scattate le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Biella che ha disposto l’esecuzione di alcune perquisizioni domiciliari, eseguite il 19 aprile scorso e nel corso delle quali sono stati acquisiti importanti elementi utili ai fini delle investigazioni. I 6 responsabili della truffa sono stati denunciati a piede libero e il sito web della società tedesca è stato oscurato.