Jorge Lorenzo: “Iannone non si è scusato, punizione leggera”

Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Jorge Lorenzo è senza dubbio il grande sconfitto del Gran Premio di Catalunya 2016 sulla pista di Montmelò. Il campione del mondo in carica MotoGP, dopo un avvio che di gara in cui si era portato in testa, è stato via via superato da diversi colleghi e infine steso da Andrea Iannone mentre si trovava in quinta posizione e il sorpasso del pilota Ducati sembrava scontato data la diversa velocità tra i due.

Uno zero, il secondo in stagione, che pesa molto nella classifica mondiale visto che adesso Marc Marquez lo ha scavalcato e gli è 10 punti davanti; mentre Valentino Rossi è a sole 12 lunghezze di distanza. Il campionato è ancora apertissimo e mancano undici corse alla fine. Può ancora succedere di tutto.

 

GP Catalunya: Jorge Lorenzo rabbioso

Il maiorchino non ha nascosto la propria rabbia subito dopo l’impatto e infatti non ha accettato di parlare con Andrea Iannone, il quale invece ha insistito per un po’ al fine di ottenere un chiarimento. Il pilota Yamaha spiega cosa è avvenuto in quei momenti successivi all’incidente: “Dopo la caduta, invece di chiedere scusa e di accettare la propria colpa, mi ha chiesto se avessi avuto un problema alla moto. Ha sempre questo comportamento, per lui è sempre colpa della sfortuna o degli altri, mai sua. Deve cambiare qualcosa di sè, deve capirlo per evitare queste azioni. Non può continuare a correre in questo modo”.

Jorge Lorenzo attacca frontalmente il rider della Ducati, accusandolo di non aver chiesto scusa e di averlo invece interpellato su un presunto problema alla moto giapponese: “La mia telemetria dimostra che non ho frenato prima del solito, anche se ero in difficoltà. Quindi non ci sono giustificazioni, Andrea continua a fare pasticci. E’ stato importante non aver avuto lesioni alla clavicola o all’anca”.

Infine lo spagnolo si è mostrato contrariato per la punizione data ad Andrea Iannone, retrocesso all’ultimo posto per il Gran Premio d’Olanda ad Assen, e difatti fa capire che voleva una sanzione più pesante: “La direzione di gara dovrebbe prendere azioni più severe. La sua sanzione non è giusta, perché comunque potrà correre e avrà un ritmo che gli consentirà di scalare posizioni. Ho sempre detto che dovrebbero sanzionare non permettendo di correre una gara. Qui ci giochiamo la vita”