Vigilessa senza cuore al parcheggio: “Multati durante la chemio”

(foto DailyMail.com)
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Prima delle regole viene il buon senso, recita un vecchio adagio. E in questo caso, secondo noi di Tuttomotoriweb, un po’ di buon senso sarebbe stato non solo opportuno, ma doveroso. Siamo ad Ashford, nel Kent, dove ha fatto notizia il rigore inflessibile di una vigilessa che ha sistematicamente bersagliato di multe i pazienti oncologici di un centro specializzato d’Oltremanica proprio mentre si sottoponevano a sedute di chemioterapie. Tanto da costringere uno di loro a staccare la flebo e correre al parcheggio per spostare la macchina, onde evitare un ennesimo salasso economico.

A nulla sono valsi i badge in bella vista sulle automobili che attestavano la loro condizione di disabilità:  a quanto pare i malati di cancro in cura presso il centro di Ashford avevano parcheggiato nell’area sbagliata (e in particolare quella riservata al personale della struttura sanitaria), e la vigilessa “senza cuore” (così è stata prontamente ribattezzata) non ha voluto sentire ragioni. Restano le perplessità suscitate da tanto accanimento. Tanto più che i pazienti in questione si trovavano in condizioni di effettiva difficoltà logistica: la terapia si svolgeva infatti all’interno di un'”unità mobile”, un cancer bus allestito dallo William Harvey Hospital di Ashford, allestito dopo la chiusura lo scorso anno del Celia Blakey Centre per malati di tumore.

Uno di essi, Austin Sloan, 39 anni, racconta al Daily Mail: “Tutti i pazienti avevano il ticket disabili e, anche se avevano parcheggiato in un’area riservato,metà del parking era vuoto. Ho detto alla vigilessa che i proprietari di quelle auto si trovavano sul bus lì vicino per la chemio, ma mi ha risposto ‘tutte le auto sono uguali, anch’io ho avuto il cancro, per cui non lo venga a dire a me’. Sono rimasto senza parole, incredulo…”. Non essendovi altre aree destinate a parcheggio per disabili nei paraggi, i pazienti avrebbero dovuto lasciare la macchina lontano almeno diverse centinaia di metri, con tutti i disagi del caso per andare a tornare (soprattutto dopo il trattamento).

Una portavoce dell’East Kent Hospitals University NHS Foundation Trust, cui fa capo lo William Harvey Hospital, ha dichiarato: “Siamo enormemente dispiaciuti per l’esperienza vissuta da alcuni dei nostri pazienti. Nell’area ci sono comunque spazi riservati alle auto di visitatori e pazienti e invitiamo questi ultimi a parcheggiare nelle aree opportune, per evitare di ricevere una multa”.  Come dire, oltre al danno anche la beffa…