F1 Ferrari, Maurizio Arrivabene perdona Raikkonen: “Lui come Schumi”

Maurizio Arrivabene
Maurizio Arrivabene (©Getty Images)

L’errore di Kimi Raikkonen a Montecarlo, costato al finlandese il ritiro per un banale impatto con le barriere, è stato “perdonato” da Maurizio Arrivabene.

Il team principal della Ferrari mette in chiaro che tra il campione del mondo 2007 e lo storico tracciato del Principato c’è poco feeling: “Capita che i piloti non riescano ad esprimersi al meglio su un determinato tracciato. Montecarlo è, in questo senso, la bestia nera di Kimi”, spiega a Motorsport.com, facendo anche un parallelismo tra il pilota del Cavallino Rampante e Michael Schumacher: “Ricordo che anche Michael non amava particolarmente un circuito, quello di Istanbul. Su quella pista, ad esempio, Felipe Massa è stato sempre più veloce di Schumi”.

Arrivabene chiude dunque il “caso” Raikkonen con una battuta: “Kimi avrebbe fatto volentieri a meno della trasferta monegasca. Fosse per lui, questo GP non sarebbe più in calendario. Ma non sono penso che Bernie [Ecclestone] abbia lo stesso pensiero al riguardo”.

 

L’analisi di Mark Webber

Delle performance della Ferrari in questa prima metà di Campionato Mondiale 2016 ha parlato anche (ma in tono piuttosto critico) il pilota australiano Mark Webber, secondo cui quella di Maranello “è ancora la squadra più deludente”. A suo dire, né Raikkonen né Vettel stanno dando in questa stagione il meglio di sé: “Non hanno sfruttato a pieno il loro potenziale e non hanno soddisfatto le aspettative”, spiega a Marca.com, dice, riconoscendo però che il prossimo Gran Premio potrebbe segnare una svolta per la Scuderia: “Penso che la stagione cambierà verso in Canada”.

Secondo Webber, è Daniel Ricciardo “il pilota più in forma del Campionato”. “Non avrebbe potuto fare di meglio – osserva – , ma purtroppo le avversità fanno parte del gioco… e lui ha avuto un paio di fine settimana complicati”. “Per un pilota – conclude – dare il massimo e non ottenere  un buon risultato è difficile e frustrante – conclude – , ma c’è tempo per recuperare”.