MotoGP, Scott Redding: “Top team non danno chance ai giovani”

Scott Redding
Scott Redding (©Getty Images)

Scott Redding, dopo due anni non facili alla Honda nel team Marc VDS in cui aveva comunque fatto intravedere il suo talento, in questo 2016 ha avuto la chance di approdare in Ducati nel team satellite Pramac. Una buona opportunità per lui, anche se finora i risultati non sono stati abbastanza soddisfacenti.

Finora il sesto posto di Austin è stato il massimo che ha ottenuto. Ci sono stati anche tre ritiri che hanno sicuramente compromesso la sua stagione. Comunque mancano dodici gare al termine del campionato MotoGP 2016 e pertanto ha ancora la possibilità di conquistare buoni risultati.

 

 

MotoGP: Scott Redding polemico

Scott Redding è un pilota ambizioso e ovviamente spera di poter correre per un team ufficiale in futuro, ma per il momento deve farsi le ossa altrove. Per il 2017 il suo obiettivo è quello di rimanere con Pramac, però non manca di sottolineare che vorrebbe che le scuderie più importanti diano maggiore spazio ai giovani rider sulle loro moto.

Il 23enne britannico ad Autosport ha espresso molto chiaramente il suo pensiero: “Ora le factory hanno deciso, io ho intenzione di cercare di rimanere dove sono, il che è un po’ frustrante perché non ho avuto il tempo di mostrare il mio potenziale. Ho 23 anni, ho fatto due anni qui e ci sto provando di nuovo, chissà cosa potrebbe accadere in futuro”. E’ frustrato perché i top team hanno delineato già le proprie lineup per il 2017: “Fare i contratti così presto è un po’ ingiusto e tutti i piloti migliori continuano a cambiare factory e ciò non dà ai ragazzi più giovani opportunità”.

Scott Redding successivamente ha fatto riferimento al passaggio di Maverick Vinales, collega giovane, in Yamaha: “Il pilota più giovane è Maverick, ma c’erano voci su Pedrosa in a Yamaha. E ‘un buon pilota, non fraintendetemi, ma loro non stanno dando alle generazioni più giovani questa possibilità. Le moto satellite cercano di battere quelle ufficiali, ma non succederà mai. E’ fastidioso un po’ per me, ma è così. Quando si mette uno come Dani su quella moto che può ottenere un buon risultato complessivo nella stagione, capisco anche”.