MotoGP, Carlo Pernat: “Rossi è un personaggio devastante”

Carlo Pernat
Carlo Pernat (© Getty Images)

All’indomani del GP del Mugello a far discutere non è tanto l’inizio di involata iridata di Jorge Lorenzo o il ritiro di Valentino Rossi, ma il comportamento di un ristretto numero di tifosi del Dottore che hanno dato vita a scene non degne del Motomondiale.

Il GP di Sepang 2015 è stata una pagina incancellabile negli annali della MotoGP, con quell’ormai celebre scontro tra Rossi e Marquez, in conferenza stampa e in pista, che ha alimentato gli istinti più reconditi della tifoseria italiana, del nocciolo duro del popolo giallo, ammesso che non si tratti di un caso isolato di una persona estranea al mondo delle piste. Ad approfondire il tema ci ha pensato una mente esperta come Carlo Pernat nel corso del programma Paddock condotto da Franco Bobbiese

“Non era mai successo niente fino alla Malesia dell’anno scorso, pur con le battaglie brutte tra Biaggi e Valentino… ma ora sembrano zuccherino. Questo tifo è brutto per noi motociclisti, non siamo di quel mondo – ha dichiarato il manager ligure -. Quello che ha messo il manichino di Marquez dovrebbe nascondersi e non farsi mai più vedere sul circuito di moto, anche quelli che tirano i pomodori. Io ero sotto il podio e non me ne sono accorto. Io le colpe non le do a Valentino, o non solo a Valentino, ma alla conferenza stampa di Valentino che si è fatto infinocchiare da altre persone e al 60% a Marc Marquez, perchè non si fanno quattro giri in quel modo contro un pilota con cui non ti giochi niente… purtroppo la società di oggi ha inquinato anche il motociclismo e questi sono i risultati”.

Sono in molti a temere che i tifosi del Motomondiale assumano sempre più le sembianze del tifo estremo del mondo del calcio: “In F1 non succedono queste cose… C’è un personaggio devastante che si chiama Valentino Rossi. I personaggi creano schiere di favorevoli e di contrastanti. Dove ci sono personaggi succede sempre un gran casino nella società di oggi”, ha aggiunto Carlo Pernat che poi sottolinea: “Succede solo al Mugello, in Spagna non è successo niente”.