Jules Bianchi, la famiglia fa causa a FIA, FOM e Marussia

Jules Bianchi (Getty Images)
Jules Bianchi (©Getty Images)

La famiglia di Jules Bianchi ha avviato un’azione legale contro l’organo di governo della Formula 1, la FIA, la Marussia e la Formula One Management (FOM). Com’è noto, Bianchi fu coinvolto in un terribile incidente durante il Gran Premio del Giappone del 2014, cui partecipava in veste di pilota dell’allora team Marussia, e dopo una battaglia lunga nove lunghi perse la vita.

Suo padre Philippe ha annunciato in una dichiarazione ufficiale, riportata da Autosport.com, quelle che sono le intenzioni dei familiari del compianto pilota: “Cerchiamo giustizia per Jules, e vogliamo stabilire la verità sulle decisioni che hanno portato all’incidente in cui nostro figlio è rimasto coinvolto”.

“Come suoi familiari – prosegue la nota – abbiamo ancora tante domande senza una risposta e riteniamo che l’incidente e la morte di Jules avrebbero potuto essere evitati se non fosse stata commessa una serie di errori”.

A seguito del drammatico incidente, un’apposita commissione della FIA redasse un rapporto di 396 pagine per appurarne le cause, dove si afferma che Bianchi “non rallentò a sufficienza per evitare la perdita di controllo” della vettura.

 

La verità sulla morte di Jules

I familiari di Jules Bianchi, tuttavia, non concordano sul fatto che la responsabilità dell’accaduto vada attribuita al giovane pilota, ed è intenzionata a difendere la sua reputazione e a raccogliere fondi a sostegno di giovani aspiranti piloti e per il potenziamento delle misure di sicurezza.

Julian Chamberlayne, partner della Stewarts Law che rappresenta la famiglia Bianchi, ha aggiunto che “la morte di Jules Bianchi poteva essere evitata. Il rapporto della Commissione d’inchiesta della FIA contiene numerose raccomandazioni a migliorare la sicurezza nella Formula 1, ma non identifica gli errori che sono costati la vita al pilota”. Secondo il legale, inoltre, “è sorprendente e inquietante per la famiglia Bianchi che i commissari della FIA nelle loro conclusioni, pur prendendo nota di una serie di fattori concomitanti, abbiano dato la colpa a Jules“. Per questo “la famiglia Bianchi è convinta che nel corso di questo processo tutte le persone coinvolte debbano fornire rispose e assumersi la responsabilità di eventuali inadempienze”.

“Tutto ciò è importante – conclude Chamberlayne – perché gli attuali e i futuri piloti siano sicuri che la sicurezza in questo disciplina viene messa al primo posto. Se così fosse stato anche a Suzuka, molto probabilmente Jules Bianchi sarebbe ancora vivo e starebbe gareggiando nella disciplina che amava”. Prepariamoci a un’altra dura e dolorosa battaglia legale.