Guido Meda: “Rossi-Fumi, Lorenzo e Marquez salvano la gara”

Guido Meda e Valentino Rossi (Getty Images)
Guido Meda e Valentino Rossi (© Getty Images)

Guido Meda anche nell’ultimo week-end ci ha raccontato le emozioni della MotoGP in un Gran Premio d’Italia che sulla storica pista del Mugello ha regalato colpi scena inaspettati.

Innanzitutto il ritiro di Valentino Rossi, a causa della rottura del motore della sua Yamaha mentre tallonava in seconda posizione il suo compagno di squadra. Grande delusione per lui, che a distanza di otto anni partiva dalla pole position e voleva vincere. Uno zero, il secondo del campionato, che pesa sulla classifica. Un tempo si faceva chiamare Rossifumi in onore del pilota giapponese Norifumi Abe, stavolta dobbiamo parlare di Rossi-fumi in riferimento al fumo bianco uscito dalla moto.

In secondo luogo è stata sorprendete la battaglia tra Jorge Lorenzo e Marc Marquez negli ultimi giri, con il primo che ha avuto la meglio al fotofinish. Terzo gradito del podio per Andrea Iannone, terzo anche in griglia e partito malissimo con una Ducati che sembrava potergli consentire di lottare con i primi.

Guido Meda analizzata la gara del Mugello

Guido Meda ha effettuato la sua classica analisti post gara al Mugello, partendo innanzitutto dal clamoroso ritiro di Valentino Rossi: “Il Gran Premio del Mugiallo svanisce in un fumo bianco che ha l’odore tipico del motore cotto. Il casco giallo finirà nel fondo di quel cassetto di casa Rossi dove si nascondo i cattivi ricordi. Valentino torna a casa moggio, distante 37 punti da Lorenzo nel Mondiale mentre sopra il podio Jorge e Marquez festeggiano il primo posto in un paradossale fragore di buu e di fischi che sanno di fine 2015. Segnano ancora un dissenso legittimo, fisiologico o irrispettoso, decidete voi, che comunque non serve a niente e non rimedia niente”.

Il vicedirettore di Sky Sport poi pone l’accento sulla grande battaglia andata in scena in pista negli ultimi giri della corsa tra Jorge Lorenzo e Marc Marquez: “Il problema di Rossi non sono stati gli avversari. Anzi, fuori lui, gli avversari giurati Lorenzo e Marquez hanno salvato la gara con un combattimento finale straordinario. Se ci eravamo abituati che Lorenzo non fosse capace di districarsi nel corpo a corpo, ci ha dimostrato il contrario battendo Marquez proprio in quel modo lì”.

Passa successivamente a parlare di Andrea Iannone, giunto in terza posizione e distante dalla coppia di testa: “E’ sul podio, terzo, ma un po’ dopo nel pianeta dei normali”. Si torna sul numero 46 della Yamaha: “E’ mancato Rossi, che al momento della rottura era presentissimo e in controllo. Lorenzo non riusciva a sfuggirgli in nessun modo e prima o poi il duello, quello vero, sarebbe iniziato. Rossi ne aveva da vincere”.

Infine Guido Meda commenta quanto avvenuto in casa Yamaha, dove si sono rotti due motori tra warm-up e gara, un fatto veramente clamoroso: “Qualcun può dire che c’era troppa aspettativa per questo Mugello del secolo, qualcun altro può dire che è inaudito che Yamaha rompa due motori nello stesso giorno. Resta un interrogativo: se dopo la rottura di Lorenzo nel warm-up non fosse buona precauzione sostituire il motore di Rossi il previsione gara, ma di motori più freschi pare non ce ne fossero in giro. Non doveva accadere, non al Mugello. Aspettiamo Barcellona, dove l’esperienza del 46 avrà già rimarginato la ferita”.