Google brevetta la colla salva-pedoni: “Si appiccicano al cofano”

(foto dal Web)
(foto dal Web)

L’idea è semplice, quasi banale, ma al tempo stesso così originale da sembrare quasi una provocazione: far rimanere il pedone investito incollato al cofano dell’auto, impedendogli quindi di ruzzolare sull’asfalto e farsi ancora più male o essere travolto. Sta tutto qui il segreto della colla “appiccica-pedoni” per le auto senza guidatore brevettata da Google. Purtroppo, però, le controindicazioni (anche tragiche) non mancano.

Da Mountain View è in arrivo una speciale (a dir poco) colla “appiccica-pedoni” che, spalmata sul cofano delle auto – soprattutto quelle senza conducente ideate da Google – eviterebbe, in caso di incidenti, grossi danni al malcapitato di turno che dovesse essere investito. L’idea è stata concepita dagli inventori californiani Alex Khaykin e Daniel Kynn Larner, ma per sicurezza il Big G qualche giorno fa l’ha pure brevettata.

I due artefici della colla “appiccica-pedoni” hanno preso lo spunto dal principio della carta moschicida: come gli insetti nelle vecchie cucine della nonna, il passante che viene investito dall’auto a guida autonoma rimarrebbe appiccicato al cofano e non ruzzolerebbe dunque sull’asfalto, col rischio di farsi ancora più male o essere nuovamente investito da altri mezzi.

 

Pro e contro della colla di Google

Com’è facile immaginare, le perplessità non mancano: se, infatti, ad auto ferma qualcuno si azzardasse ad appoggiare una mano sul cofano, rimarrebbe attaccato per chissà quanto tempo. Non solo: circolando col cofano “colloso”, si rischierebbe senz’altro di portare a spasso uccelli, cartacce, insetti e chi più ne ha più ne metta. Ma gli inventori hanno pensato anche a questo: la superficie “moschicida”, infatti, in realtà è formata da due strati: sotto quello super-adesivo, sopra una pellicola che sparirebbe solo in caso di impatto piuttosto “pesante” (se uno tocca il cofano con la mano, per dire, quest’ultima non rimane attaccata all’automobile).

Anche così, però, le controindicazioni restano evidenti: l’auto, col pedone incollato sul cofano, potrebbe finire contro un muro, un palo o un’altra vettura, spiaccicando il malcapitato, o – peggio ancora – potrebbe finire in un fosso o in un fiume, facendolo annegare.

Il problema della “liberazione” del pedone dopo l’urto, invece, sembrerebbe già risolto (almeno sulla carta): il brevetto prevede infatti di utilizzare un “collante a rilascio automatico”, che perde la sua presa “dopo un certo periodo di tempo”.

Il nuovo prodotto viene descritto come appositamente pensato per le auto senza pilota, ma nulla impedirebbe l’utilizzo dell’adesivo protettivo anche per quelle con pilota. I danni dei sinistri, afferma l’azienda, potrebbero diminuire notevolmente. E probabilmente le compagnie di assicurazioni sarebbero le prime a imporre la nuova tecnologia protettiva a tutte le auto.