MotoGP, Carmelo Ezpeleta: “Valentino Rossi? Nessuno è eterno”

Carmelo Ezpeleta
Carmelo Ezpeleta (©GettyImages)

Carmelo Ezpeleta, CEO della Dorna e grande capo del Motomondiale della classe regina, dirige il campionato che probabilmente è cresciuto di più negli ultimi dieci anni, nel bene e nel male. Se lo spettacolo offerto alla fine della scorsa stagione con il conflitto tra Valentino e Marc Marquez è una brutta pagina da dimenticare (e non ripetere), infatti, il manager catalano resta convinto che la MotoGP stia vivendo il suo miglior momento di sempre. Non solo: “spero che il meglio debba ancora venire”, dice in un’intervista ai colleghi di Motorsport.com, dato che “tutte le iniziative che abbiamo portato avanti per rendere il campionato più divertente, competitivo e sostenibile sono state ripagati. L’anno prossimo, con l’arrivo della KTM ed un nuovo sistema commerciale, miglioreremo ancora”.

Sul versante piloti, a chi gli domanda se la notizia che Rossi che correrà per altri due anni sia la migliore notizia che potesse arrivare, Ezpeleta risponde: “Beh, forse non la migliore, perché vorrebbe dire che, quando si ritirerà avremmo un problema. Valentino è un pilota fantastico. Dimenticate il fatto che sia simpatico, che è molto seguito o altre cose. La cosa più importante è che è molto veloce. E poi, più di tutto, è un ragazzo che ama stare qui e noi amiamo averlo con noi”. “Rinnovare il suo contratto per altri due anni a 37 anni, significa che si sente di poter essere ancora competitivo – prosegue – . Ora sta ancora correndo, ma penso che rimarrà coinvolto, con la VR46 Riders Academy. E’ una buona notizia che lui continui, ma dobbiamo pensare ad andare avanti quando smetterà, indipendentemente dal fatto che lui rimanga in una squadra o meno”.

 

Il dopo-Rossi secondo Ezpeleta

Secondo Carmelo Ezpeleta, quando non ci sarà più Valentino “ci dovremo concentrare per provare a fare il miglior lavoro possibile. Lui può continuare quanto vuole, ma sappiamo che nessuno è eterno. Finché lui sarà qui, è perfetto. Il giorno che non ci sarà più proveremo a trovare altri elementi e a farli funzionare. Ci sono cose che si possono fare indipendentemente dal fatto che Valentino corra o si ritiri”.

Tornando alla bagarre di fine stagione 2016, il manager osserva che “la fama ha aspetti positivi e negativi. Quando è successa la questione di Valentino, sono stato insultato da ambo i lati, ma ho accettato la cosa. […] C’erano persone che pensavano che avevamo penalizzato Rossi ingiustamente ed altri che pensavano il contrario. Ecco perché ci siamo fatti da parte, così non potranno più accusarci di nulla”. “Non ho altra scelta che convivere con questo, perché non posso controllarlo e perché è sempre stato così: 30 anni fa i piloti si odiavano già”, conclude.