MotoGP, Jorge Lorenzo: “Voglio il sesto titolo mondiale”

Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Jorge Lorenzo sta vivendo uno dei momenti più felici della sua carriera: campione del mondo in carica e leader di classifica dopo la strepitosa vittoria a Le Mans, oltre ad un ricco contratto recentemente firmato con la Ducati per il biennio 2017-2018, quando avrà l’opportunità di tentare un’impresa finora riuscita a pochi ed entrare nella leggenda della MotoGP.

In occasione dell’inaugurazione del suo museo ad Andorra Jorge Lorenzo ha parlato della stagione in corso con una buona dose di autostima, mettendo in chiaro di ambire al sesto titolo iridato in carriera prima di lasciare la Yamaha che tante soddisfazioni gli ha regalato in nove anni di collaborazione.

“La stagione è iniziata molto bene, sono sempre stato primo o secondo, lasciando da parte la caduta di Argentina, che è stato un errore che mi dispiace, ma non si può cambiare. Sto molto bene e penso che sia stato molto importante che siamo passati da 17 punti dietro ad avere un più cinque dopo una gara perfetta. Non posso chiedere di più”, ha detto il pilota maiorchino ai microfoni di ‘AS‘.

Inutile negare o nascondersi, l’obiettivo è vincere il Mondiale della classe regina per il secondo anno consecutivo e le carte in regola ci sono tutte: “Non ho intenzione di ingannare nessuno: il mio obiettivo è vincere il mio sesto titolo iridato, rispettando gli altri candidati. Per ora sembra che la Honda abbia qualche problema, Marquez si sta rovinando il fegato… Dobbiamo cogliere questo momento in cui ci sembra di avere la moto più completa”.

Il rapporto con Valentino Rossi

Tra poco più di una settimana si ritorna in pista al Mugello, gara di casa di Valentino Rossi, dove Jorge Lorenzo potrebbe trovare un ambiente molto ostile dopo quanto successo nello scorso finale di campionato dopo Sepang. L’atmosfera sugli spalti sembra cambiata da un po’ di tempo a questa parte, ma fortunatamente non si sono mai registrati episodi violenti e la Dorna sta lavorando al riguardo per evitare occasioni di pericolo.

“Spero non avvengano episodi violenti – ha spiegato il pilota spagnolo della Yamaha -. Se suonano il clacson a me e Marquez, che siamo i principali rivali di Rossi e stiamo ottenendo vittorie e titoli, è perché ci temono. Ricordo che non vince una Coppa del Mondo dal 2009 e dal momento che abbiamo la stessa moto e le stesse gomme ho vinto tre titoli contro uno. E’ la stessa cosa che accade quando Messi va al Bernabeu o Ronaldo al Camp Nou”.

Jorge non si è mai pentito di essersi schierato contro il compagno di team dopo il Gran Premio della Malesia del 2015, nè lamenta aria pesante all’interno del box Yamaha: “Questo è uno sport individuale e anche se si trattasse di uno sport collettivo non c’è bisogno di avere per forza un buon rapporto con il partner. Ci sono stati diversi attaccanti nel calcio che non erano amici. Anche i nemici hanno condiviso una squadra, hanno giocato insieme e giocavano per gli stessi obiettivi. Ovviamente se si può andare d’accordo con tutti, tanto meglio, ma se questo non è possibile, non è rilevante”.