Livio Suppo (Honda): “Poco tempo per testare il motore”

Livio Suppo
Livio Suppo (©Getty Images)

Il blocco allo sviluppo dei propulsori durante la stagione del Motomondiale “per il bene dello spettacolo” va riconsiderato. A sostenerlo è il team principal della Honda Repsol, Livio Suppo, che alla vigilia del Gran Premio del Mugello della MotoGP lamenta come il motore Honda sia stato “testato poco”.

Come i lettori di Tuttomotoriweb ben sanno, in base all’attuale regolamento della premier class alle squadre è consentito utilizzare sette motori – identici tra loro – per ciascun pilota per ogni stagione, da presentare a inizio anno in Qatar e subito “sigillati” dai commissari tecnici, quindi senza possibilità di modifiche durante l’anno.

 

L’appello di Suppo

A quasi metà stagione 2016, il team principal della Honda Repsol invita gli organizzatori della MotoGP a riconsiderare i limiti imposti dal divieto allo sviluppo dei motori durante il campionato. Questa misura, introdotta originariamente per contenere i costi e porre un limite all’attività di sviluppo, sarebbe infatti troppo “restrittiva” per consentire ai costruttori di competere al meglio nel corso della stagione.

A ciò si aggiunge che dopo il GP di Francia, disputato la scorsa domenica sul circuito di Le Mans, dagli ambienti Honda è trapelata una certa preoccupazione per i problemi di accelerazione della RC213V, il che avrebbe indotto Livio Suppo a lanciare il suo “appello” per i regolamenti del futuro, di cui ha dato conto MCN:

“Al giorno d’oggi non ci sono più così tanti giorni di test – ha fatto presente il manager della Casa Alata – . Abbiamo introdotto un nuovo motore quest’anno, ma non abbiamo avuto abbastanza tempo per testarlo: in pratica, abbiamo scelto il motore a Jerez, nello scorso mese di novembre”.

“Personalmente, ritengo che, per il bene dello spettacolo, sarebbe meglio concedere almeno un aggiornamento del motore durante la stagione”, argomenta Suppo. E conclude tirando in ballo anche i team rivali: “Questa volta è una cosa che riguarda Honda, ma la prossima volta potrebbe essere Ducati o Yamaha”. Resta da vedere se e quando il suo appello sarà raccolto.