“Guida autonoma? Faremo più sesso in auto”. Parola d’esperto

(foto dal web)
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Per alcuni è un pericolo e una controindicazione, per altri un’opportunità o una “virtù nascosta”, in ogni caso è un (nuovo) elemento nel dibattito sulle auto che si guidano da sole: con le vetture automatiche faremo più sesso sulle quattro ruote?

A lanciare il sasso nello stagno è stato Barrie Kirk del Canadian Automated Vehicles Center of Excellence. Ai colleghi del Toronto Sun, l’esperto ha spiegato che una delle conseguenze della guida autonoma sarà un incremento delle “distrazioni” piacevoli che si praticano da decenni in automobile: “prevedo che una volta che i computer si occuperanno della guida, si farà molto più sesso in auto. Se però fino ad oggi il sesso “a quattro ruote” lo si faceva con l’auto ferma, grazie agli ultimi ritrovati della tecnologia si potrà iniziare a sperimentarlo anche in movimento. Non che questa seconda fattispecie sia una novità assoluta, ma la pratica è fra quelle estremamente ardite e spregiudicate… almeno fino a questo momento.

 

I rischi del sesso in auto

Kirk parla con cognizione di causa: dagli esperimenti condotti sulle vetture automatizzate dell’azienda automobilistica Tesla, infatti, è emerso che quando le persone sono a bordo di auto che si guidano da sole fanno di tutto – leggere il giornale, lavarsi i denti, e così via – senza curarsi di quel che accade oltre il finestrino o il parabrezza. La fiducia nella tecnologia è totale, la mente vaga in libertà e c’è tempo per fare ben altro… sesso compreso.

Va da sé che, nel caso dei rapporti sessuali, l’automobilista in carne ed ossa che in quel momento veste ben altri panni avrebbe difficoltà a intervenire… molta più di quanta ne potrebbe avere chi si distrae leggendo il giornale. Proprio per questo si sta già pensando ad alcune possibili contromisure per evitare eventuali rischi da “guida distratta seppure automatica”. In particolare, si starebbero studiando dei meccanismi di sicurezza autonoma che scattano se l’auto non funziona correttamente e il guidatore umano non è in grado di intervenire: una sorta di anticoncezionale “hi-tech”. Si sta anche valutando l’opportunità del ricorso a scatole nere simili a quelle degli aerei, per accertare la dinamica e verificare le cause di eventuali incidenti. Inclusi quelli “a luci rosse”.