F1 Ferrari, Sergio Marchionne vuole il titolo: “Lo meritiamo”

Sergio Marchionne
Sergio Marchionne (©Getty Images)

Il presidente e amministratore delegato della Ferrari Sergio Marchionne punta in alto. Così in alto da ambire – come lui stesso ha appena dichiarato – al titolo mondiale nel Campionato 2016 di F1. “Vogliamo tutto, lo meritiamo”, dichiara il manager, ammettendo che se finora “non ci siamo riusciti” è soltanto “per sfortuna e per alcuni nostri errori”.

Non si può dire che il numero uno della Ferrari non ce la stia mettendo tutta per fare la carica ai “suoi” piloti in vista delle prossime gare del Campionato mondiale delle monoposto. “Vogliamo tutto quello che possiamo beccarci, e credo che ce lo meritiamo, non è perché credo che siamo più intelligenti, è semplicemente una riflessione sul lavoro che abbiamo fatto nel 2015”, ha dichiarato Sergio Marchionne, a margine della consegna di due Alfa Giulia Quadrifoglio con la livrea dell’Arma dei Carabinieri, come riportano i colleghi di Sky.

 

Il piano di Marchionne

Non sarà un’impresa facile, certo… ma a detta del manager italo canadese neppure impossibile- “Per quanto riguarda la Ferrari – dice Sergio Marchionne – la cosa più importante è continuare a lavorare: quello che abbiamo visto è la possibilità in almeno tre gare delle quattro di essere vincenti; sfortunatamente per sbagli nostri, coincidenze o altre cose non ci siamo riusciti. Ma siamo alla quarta gara, ne abbiamo ancora 17 da fare, è un mondo completamente aperto”.

E proprio con riferimento allo sfortunato esito delle prime gare, l’ad di Fca è entrato nei dettagli dell’incidente che ha coinvolto Danil Kvyat e Sebastian Vettel.

“Il circuito di Sochi”, ha fatto  notare Marchionne, “era il più difficile per noi: avevamo bisogno di un motore veramente al massimo della potenza. Non eravamo lontani dai tedeschi ma non era abbastanza da dargli fastidio. Se fossimo usciti davanti avrebbero avuto difficoltà a sorpassarci, specialmente se c’era Vettel davanti”.

Il numero uno del Cavallino Rampante assicura comunque – come riferisce Speedweek –  che “non voglio giudicare cosa hanno fatto quelli della Red Bull, perché sono dei concorrenti”. E non intende commentare la decisione della Red Bull di “punire” Daniil Kvyat dopo i tamponamenti alla Ferrari di Sebastian Vettel. “È stato un incidente spiacevole, credo che Kvyat si sia scusato con Seb”.

In ogni caso, ora è tempo di voltare pagina. Il circuito di Sochi “non ci viene incontro”, ha confidato il manager sempre a Speedweek. “Quello che valiamo, vedremo nelle prossime gare in Spagna e a Monaco”. La Mercedes è avvisata.