“Su Mick Schumacher enormi pressioni”. Parola di Max Verstappen

Mick Schumacher
Mick Schumacher (©Getty Images)

Prima il polverone sollevato da Jos , secondo il quale se Mick Schumacher a 17 anni viaggiava ancora nelle formule minori era a causa di un talento di molto inferiore rispetto a quello di Michael, suo compagno di team alla Benetton nel 1994. Poi la “toppa” del figlio Max, che interpellato dai colleghi del tedesco Bild Am Sonntag nel posto GP di Russia ha preso le difese del giovane collega. Basterà per tamponare la deflagrante dichiarazione del 44enne genitore?

“Secondo me Mick non è forte come il padre”, aveva detto l’ex pilota olandese, protagonista in Formula Uno negli stessi anni di Schumi, ad Auto Bild Motorsport“, aggiungendo che “naturalmente ha del talento per correre, ma bisogna dargli il giusto tempo per maturare e crescere”.

Le sue dichiarazioni avevano suscitato un certo scalpore nel mondo della F1, vista la sensibilità dell’argomento. Di qui la precisazione del figlio dello stesso Verstappen.

 

La sfida di Schumacher junior

“Ho vissuto con Mick solo il periodo del karting, ma so che si trova in una situazione difficile – ha detto il pilota Toro Rosso a proposito dell’ex collega di kart  – . Deve gestire moltissima pressione: avendo avuto un genitore tanto vincente in F1, al primo errore è subito sotto i riflettori. Mi sembra comunque che stia facendo un ottimo lavoro”.

“Di certo – ha aggiunto Verstappen junior – starà sentendo la mancanza del padre. In questa fase della carriera avere dei consigli sarebbe stato davvero utile”.

Infine, a proposito della sua stagione e delle voci che lo danno nel radar di Mercedes e Ferrari, Verstappen ha affermato: “Meglio queste indiscrezioni che il silenzio. Comunque sto bene dove sono anche se l’obiettivo per il 2017 è salire sul podio”.

Quando a Mick Schumacher, vale la pena di ricordare che, dopo il debutto nel campionato italiano di F4 con il Prema Powerteam, uno dei più forti della categoria, è da molti dasto in predicato di passare dai kart alla Formula 3 vera e propria, con vetture di buon livello tecnico e utili per l’apprendistato verso le categorie superiori. Magari, chissà, fino alla F1 per ripercorrere le orme del padre.