Maurizio Arrivabene: “La vittoria di Valentino non mi sorprende”

Maurizio Arrivabene
Maurizio Arrivabene (©Getty Images)

Maurizio Arrivabene non sembra troppo preoccupato per il GP di Russia, nonostante le Rosse accusino ancora qualche difetto di crescita e sviluppo.

Il week-end di Sochi non poteva iniziare in modo peggiore per la Scuderia Ferrari: nelle prove libere del venerdì il passo gara non ha fatto intravedere nulla di buono, poi il guasto elettrico e la sostituzione del cambio sulla monoposto di Sebastian Vettel, condannandolo a retrocedere di 5 posizioni in griglia di partenza, hanno reso tutto più difficile.

Ma per vincere contro le Mercedes bisogna rischiare su tutto e chi rischia incorre anche negli errori, nelle pecche dettate dalla fretta. “Il carro armato ora deve diventare un caccia a reazione, che ha una tecnologia molto più complicata – ha spiegato il boss Ferrari a ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Se vuoi continuare a sviluppare la power unit, man mano che fai dei passi devi aggiornare tutti i componenti intorno al motore, la parte ibrida ed elettronica. Ovvio che ti prendi dei rischi. Ma lo devi fare se vuoi essere più bravo di chi oggi è il migliore. Poi bisogna essere abili anche a gestirli, i rischi, se devi avere problemi è meglio ora che a metà o fine stagione, quando immagino e spero che la battaglia si farà più dura”.

Parole che lasciano presupporre un altro titolo iridato nelle mani della Mercedes, qualora non si fosse ancora capito dopo le tre vittorie su tre di Nico Rosberg, con Lewis Hamilton pronto a dare battaglia. La Ferrari è sempre salita sul podio, ma ancora non basta per nominarsi pretendenti al trono della Formula 1, sebbene Maurizio Arrivabene non smetta di crederci: “Non credo sia troppo tardi perché rispetto al 2015 dobbiamo correre due GP in più. Vero che non abbiamo finito una gara con Vettel, ma siamo sempre stati sul podio”.

Ancora presto per parlare di mercato piloti e del destino di Kimi Raikkonen il cui addio a fine anno non è scontato: “Su queste macchine molto futuristiche non credo che un pilota invecchi di colpo o improvvisamente diventi una …”chiavica”. Ma è presto per prendere una decisione”. Del resto l’esempio di Valentino Rossi è lampante: “Non mi ha sorpreso, quando sei un campione e hai alzato più volte il trofeo del Mondiale, credo che la professionalità, il talento, la voglia di vincere dentro di te non si esauriscano. E sono convinto – ha concluso Arrivabene – che un campione sappia capire quando è il momento di smettere”.