MotoGP, Angelo Nieto: “Nessuno si aspettava che Valentino vincesse”

Angel Nieto
Angel Nieto (© getty images)

L’ex pilota spagnolo Angel Nieto, annoverato tra i più grandi campioni del motociclismo sportivo di tutti i tempi, ha seguito con la passione e lo scrupolo di sempre il round del Campionato mondiale della MotoGP di domenica scorsa a Jerez. E non nasconde la propria sorpresa per la splendida vittoria di Valentino Rossi. “Nessuno – dice – si aspettava che vincesse la gara”.

In un’intervista con l’agenzia EFE riportata dai colleghi di Marca, il decano dei centauri ha analizzato le dinamiche di un weekend rivelatosi – a dispetto delle premesse – più emozionante che mai. “Non puntavamo su Rossi”, ammette Nieto, anche se “quando ha conquistato la pole abbiamo pensato che avesse fatto un giro fantastico”. Poi l’exploit di domenica, che ha lasciato tutti a bocca aperta. La lezione da trarne, secondo lo spagnolo, è che “Valentino è forte, motivato e capace di lottare ancora per il titolo mondiale”.

 

Il fenomeno Valentino secondo Angel Nieto

“Valentino è Valentino, nessuno può metterlo in dubbio”, spiega Angel Nieto, pur riconoscendo che anche i suoi rivali Jorge Lorenzo e Marc Marquez “sono molto forti”. Il fuoriclasse della Honda, in particolare, “a inizio stagione ha avuto problemi con la centralina unica, ma a quanto pare li ha già risolti. E ora corre con lo stesso talento del 2014”. Quanto a Lorenzo, secondo Nieto “tecnicamente si merita un dieci”. Né bisogna sottovalutare il ruolo di Pedrosa, per il quale il veterano delle due ruote auspica “che vinca un titolo in MotoGP, perché se lo merita”.

Insomma, la stagione è ancora “in movimento”, con tante variabili che potrebbero influenzare anche indirettamente la corsa al titolo mondiale 2016 della classe regina, a partire dal “salto” del maiorchino della Yamaha alla Ducati (che Nieto saluta come una “bella sfida”) e relativo ingresso nel team dei Tre Diapason di Maverick Viñales (che “ha il talento necessario per diventare in pochi anni campione del mondo”). Quel che più conta, però, è che “il nostro sport è ora sulla bocca di tutti”, con buona pace di chi lo dava ormai per “appannato”. “Segno che si sta lavorando bene”, conclude.