MotoGP, Valentino Rossi: “Se diventa più dura sono finito”

Valentino Rossi
Valentino Rossi (© Getty Images)

Dopo la mitica impresa di Jerez, Valentino Rossi pensa solo ad assaporare il gusto della vittoria e ad accarezzare ancora una volta il sogno del decimo titolo iridato. Ma in cuor suo sa bene che mai come in questi casi bisogna evitare di adagiarsi sugli allori, perché le insidie sono sempre dietro l’angolo. E’ la lezione che ha appreso nel corso della sua lunga carriera, come racconta lui stesso in una bella intervista concessa in esclusiva a Ed Foster di Motorsportmagazine.

In tanti anni di vita agonistica l’approccio del Dottore alle gare e al motociclismo in generale si è naturalmente trasformato. “All’inizio corri per il trofeo, anche i soldi sono molto importanti per tutti – spiega Valentino – . Ma ora per me conta solo il gusto della vittoria, o la sensazione che provo dopo aver fatto un buon allenamento, o quando conquisto la prima fila, o ancora quando disputo una bella gara.  Lo faccio per le sensazioni che provo nelle due o tre ore successive all’impegno in pista…”.

Tutto ciò, è lecito presumere, con un “costo” assai maggiore in termini di fatica. “La mia carriera ha attraversato fasi molto diverse – osserva a tale riguardo il Campione di Tavullia – e quella con la Ducati è stata la peggiore, ma anche il ritorno alla Yamaha è stato  molto difficile… ma dal 2014 in poi sento che nulla è cambiato. Già è dura abbastanza. Se diventa ancora più dura sono finito. Sono f…..o!”.

La sua prima vittoria a Jerez l’aveva conseguita ben 19 anni fa, e a chi glielo ricorda il Pesarese risponde innanzitutto che “poggi è molto più difficile!”. Ma – a conferma di quanto sostenuto prima – si affretta a precisare: “Nonostante sia più faticoso, credo che si possa correre in MotoGP anche a quarant’anni”. “La differenza – conclude-  sta nella motivazione, in quello che senti. Se vuoi provare a vincere, ad andare avanti, di sicuro è più difficile. Vent’anni fa ogni cosa era più facile, ma non mi sento messo così male…”. A buon intenditore.