Nuovo Dieselgate “targato” Mitsubishi: “Falsificati test sulle emissioni”

(© Getty Images)
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Un nuovo Dieselgate, stavolta “targato” Mitsubishi, rischia di mettere a soqquadro il mercato internazionale dell’auto. La Casa automobilistica nipponica ha infatti ammesso di aver “falsificato” i test sulle emissioni inquinanti di almeno 625mila vetture. La notizia ha immediatamente provocato il “crollo” del titolo alla Borsa di Tokyo: -15,2%, prima ancora che fosse data in via ufficiale.

L’annuncio è arrivato inaspettato e per bocca dello stesso presidente di Mitsubishi: “abbiamo prove fondate – ha detto Tetsuro Aikawa – che i nostri impiegati hanno falsificato i test sulle emissioni inquinanti su parecchi modelli dei nostri veicoli”. “Il nostro cliente Nissan ha scoperto degli scarti tra le cifre fornite e quelle reali e ci ha chiesto di rivedere le nostre misurazioni”, ha spiegato. I due costruttori di automobili hanno quindi fermato la produzione dei modelli coinvolti.

 

Le dimensioni dello scandalo Mitsubishi

Aikawa ha parlato interno alle quattro (ora di Tokyo), all’inizio di una giornata che probabilmente si rivelerà turbolenta per i mercati occidentali, abituati ormai all’up and down per ogni stormir di fronda che accada in qualsiasi angolo del globo.

Come accennato, le azioni della Mitsubishi a Tokyo sono crollate del 15% quando la notizia era solo un rumour: il calo più grosso in 12 anni per il sesto produttore d’auto giapponese.

Vale la pena di ricordare che Mitsubishi non è nuova agli scandali: il precedente risale a inizio anni Duemila, per alcuni difetti di fabbricazione a cui il costruttore dovette faticosamente porre rimedio.

La notizia odierna, intanto, rimbalza da Oriente a Occidente sui grandi giornali e organi di informazione, fra i primi il Washington Post e la BBC, man mano che Aikawa spiega i primi dettagli: sicuramente i test fasulli coinvolgono 157mila auto da città e 468mila veicoli prodotti per Nissan Motor. La questione poi, è stata già passata al ministero competente giapponese.

Come e quale sarà l’impatto sulle borse e soprattutto su tutto il settore auto, a un anno dall’analogo scandalo targato Volkswagen, si vedrà già nelle prossime ore.