Rossi e Lorenzo ai “raggi x” del prof. Eugenio Lizama

Valentino Rossi e Jorge Lorenzo
Valentino Rossi e Jorge Lorenzo (© Getty Images)

Quel che succede nella mente di un campione della MotoGP che corre a 300 km/h è tutto fuorché scontato. I meccanismi psicologici che agiscono sulla mente del pilota professionista e ne condizionano il comportamento in pista sono a loro volta influenzati dal rapporto con e tra compagni di squadra e dall’atmosfera che si respira all’interno del team, oltre che da una lunga serie di fattori “esterni”, com’è naturale che sia. Molti di quei meccanismi, però, si possono riscontrare anche nell’amatore o nel pilota da track day della domenica. A sostenerlo è lo specialista in neuroscienze e sport (nonché mental coach di diversi rider del Motomondiale) Eugenio Lizama in un’intervista alla rivista statunitense Cycle World.

La premessa del prof. Lizama riguarda il miglior approccio a una gara: “Il miglior atteggiamento è rimanere calmi e divertirsi – spiega – . Un pilota ha bisogno di gestire l’energia mentale di cui dispone, se è nervoso o stanco, sarà più difficile mantenere la lucidità, specialmente negli ultimi giri. Una gara di 45 minuti è troppo lunga per essere gestita con naturalezza, per questo serve allenamento dei muscoli e della mente, considerando che il solo lavoro del cervello consuma dal 20 al 30% dell’ossigeno e dell’energia del cibo che ingeriamo, in pratica 1/4 della nostra energia totale”.

 

La “ricetta” di Lizama per i campioni delle due ruote

Il rischio da evitare, a detta di Eugenio Lizama, sta tutto in una parola: stress. “Questo fa perdere il controllo delle emozioni – sottolinea l’esperto – e per un pilota diventa difficile analizzare e gestire il proprio limite. Così la prestazione diventa irregolare e meno sicura, il margine di rischio aumenta, così come la possibilità di incidente”.

Il rimedio? “Agire su se stessi per recuperare la competitività. In questi casi si ha una vera crescita personale, con il recupero fisico e mentale. Il risultato è un approccio più analitico e strategico… Per diminuire lo stress, per esempio, si fanno molti esercizi cardio e tanto riposo 48 ore prima della gara, con un’organizzazione mentale dell’evento e delle relazioni con i piloti e all’interno del box con il proprio team”.

Può anche succedere di andare letteralmente in “crisi”, ma anche in questo caso don’t panic! “Quando un pilota perde confidenza è un momento di perdita di motivazione e per recuperarla è necessario fare un piano di recupero – rileva Lizama – . Alcuni hanno bisogno di fare percorsi più complessi, altri invece più dilatati nel tempo”.

Infine un commento sull’ormai proverbiale rivalità tra Jorge Lorenzo e Valentino Rossi: “Sono due piloti completi, entrambi a livelli tecnici, fisici e mentali altissimi – afferma il prof. – . Sono persone che sanno fare la cosa giusta al momento giusto e sono capaci di raggiungere il miglior risultato con quello che hanno, traendo vantaggio da ogni opportunità. Se fanno un errore, per loro è facile capire dove si è sbagliato e riconoscere di averlo fatto. Per esempio Jorge ha immediatamente ammesso che l’incidente in Argentina è accaduto per colpa sua e per la voglia di spingere più forte quando non era il momento giusto”. “I piloti come loro – conclude – sanno riconoscere quando sono al massimo e quando no”.