Toyota C-HR: un crossover con lo “spirito” di Valentino Rossi

Toyota C-HR concept (© Getty Images)
Toyota C-HR concept (© Getty Images)

E’ un crossover dallo spirito tutto italiano, il Toyota C-HR, con buona pace dell’identità giapponese del costruttore. La nuova vettura, realizzata sulla piattaforma della Prius, è stata infatti sviluppata osservando lo stile di guida degli automobilisti del Bel Paese di fronte alla classica rotonda stradale: “Da qui abbiamo capito che l’auto doveva garantire, in qualsiasi situazione, tre caratteristiche fondamentali: reattività, linearità e consistenza, spiega al Corriere della Sera Hiroyuki Koba, ingegnere capo del progetto C-HR, aggiungendo con un sorriso: “L’obiettivo era di riprodurre lo stesso spirito della moto di Valentino Rossi”.

Non a caso i prototipi della C-HR hanno percorso migliaia di chilometri tra Ventimiglia, Genova, Milano e le Alpi. “L’esperienza del motorsport – confida Koba – mi è servita per avvicinarmi alla vostra guida veloce con il pedale sempre ben schiacciato sull’acceleratore anche nel traffico cittadino”. Dopo una serie di test partiti a febbraio del 2011, l’auto ha debuttato all’ultimo Salone di Ginevra, mentre l’arrivo sul mercato è previsto per novembre.

 

Identikit di una Toyota speciale

Il Toyota C-HR sarà proposto in due versioni con il 1.2 turbo benzina, sia a trazione anteriore che integrale (con cambio automatico CVT) o con lo stesso sistema ibrido della Prius. Il piccolo motore a benzina asseconda bene le richieste e resta sempre su di giri, per non perdere l’occasione di scattare in avanti, a tutto vantaggio della reattività del crossover giapponese. Caratteristica, questa, che lo fa associare a una coupé sportiva più che a un’auto per la famiglia.

Secondo le indiscrezioni trapelate, all’interno il Toyota C-HR si fa apprezzare per la silenziosità di marcia, superiore a quella delle concorrenti (qualche decibel invade l’abitacolo solo agli alti regimi nella versione con il CVT). Co una piccola “pecca”: la linea di cintura alta limita visibilità e luminosità dei sedili posteriori. Dettagli.

Akio Toyoda, numero uno della Casa giapponese, ha già fatto sapere che l’auto pensata e sviluppata per gli europei sarà destinata anche agli Stati Uniti e alla Cina, oltre ovviamente al mercato locale giapponese. Una volta tanto è l’Italia a dare “lezioni” agli altri…