Marc Marquez: “Alette rischiose, ma fanno la differenza”

Marc Marquez
Marc Marquez (©Getty Images)

Marc Marquez si dice contrario all’utilizzo delle ali sulle MotoGP, accogliendo l’appello lanciato da Dani Pedrosa dopo l’incidente con Andrea Dovizioso in Texas. Le ali aerodinamiche possono rivelarsi una pericolosa minaccia in caso di incidente e la Dorna dovrebbe iniziare a pensare di rivedere il regolamento.

Yamaha ha testato le appendici nel 2015 in occasione del GP di Misano, Honda le ha testate per la prima volta nel 2016: secondo regolamento devono avere un raggio minimo di 2,5 millimetri per ridurre il rischio di trasformarsi in spigoli pungenti. Ma ciò nonostante possono trasformarsi in un rischio per la sicurezza dei piloti, come dimostrato nell’incidente tra Andrea Dovizioso e Dani Pedrosa ad Austin, oppure come rivelato dal contratto tra Andrea Iannone e Marc Marquez a Rio Hondo, quando la telecamera a bordo della Honda RC213V è stata danneggiata.

“Questa ala è qualcosa di strano. Ne abbiamo avuto una piccola, ma non mi piace personalmente. La prima ragione è che le moto sembrano più belle senza di loro. La seconda ragione sono gli incidenti, come abbiamo visto con me, e in Argentina tra Dani e Dovizioso a Austin… Va bene, le regole consentono le ali, ma dovrebbero essere più limitate”.

Difficile negare il loro impatto positivo sulle prestazioni della moto, motivo per cui bisognerebbe trovare un giusto compromesso tra velocità e sicurezza: “Stiamo lavorando con le alette per trovare ciò che gli altri hanno già trovato. Ciò riguarda il miglioramento delle reazioni della moto per l’aerodinamica. Le alette sul pannello potrebbero aiutare a mantenere la ruota anteriore a terra, ciò che è necessario nell’accelerazione di curve veloci. Finora non abbiamo trovato un compromesso al fine di raggiungere questo obiettivo, senza cambiare troppo la nostra moto – ha concluso Marc Marquez -. Tuttavia le alette che ho provato ad Austin hanno avuto un impatto importante”.