Marc Marquez: “In Malesia ero frustrato, Lorenzo troppo lontano”

Marc Marquez
Marc Marquez (©Getty Images)

Marc Marquez dopo tre gare del campionato MotoGP si trova già in testa alla classifica con 21 punti di vantaggio su Jorge Lorenzo e 33 su Valentino Rossi. Terzo gradino del podio nella gara di esordio in Qatar, ma poi due vittorie nette in Argentina e Stati Uniti. Lo spagnolo ha messo in chiaro fin da subito che la sua intenzione è riconquistare quel titolo che per due volte si è assicurato, nei primi due anni di partecipazione alla classe regina del Motomondiale.

La Honda lo ha messo nelle condizioni di poter essere competitivo e ha sorpreso in quanto a miglioramenti, dato che nei test era sembrata essere un po’ in difficoltà rispetto a Yamaha e Ducati. Ma la Casa di Tokio non si è abbattuta e ha lavorato tanto per recuperare il gap.

Marc Marquez entusiasta della Honda

Il fenomeno di Cervera non può che essere soddisfatto della situazione in cui si trova e lo ha nascosto nelle sue recenti interviste. Queste le sue parole riprese da AutoSport: “Ogni volta troviamo qualcosa nell’elettronica o nella moto. Stiamo migliorando passo dopo passo. Ad Austin abbiamo migliorato la partenza, l’elettronica alla partenza, in modo che lo star fosse molto meglio di tutti gli altri. Inoltre abbiamo migliorato un po’ il freno motore, abbiamo trovato qualcosa dopo l’Argentina, così passo dopo passo stiamo migliorando. Stiamo provando soluzioni nuove e quindi si lavora molto”.

Marc Marquez ha quindi spiegato le aree nella quale la Honda è andata ad intervenire e progredire. Soprattutto nell’ambito dell’elettronica aveva evidenziato i problemi maggiori nel pre-campionato, però adesso lo scenario è decisamente migliorato. Il due volte campione del mondo MotoGP ha ricordato quando nei test in Sepang era molto lontano da un imprendibile Jorge Lorenzo: “Mi ricordo la sensazione che avevo in Malesia spingendo al 100 per cento nella prima giornata e sono stato di 1,5 secondi più lento rispetto al giro Jorge. Quella sensazione era davvero frustrante. Ma la chiave penso è che ho sempre creduto in Honda, nella mia squadra. Hanno lavorato molto. Stanno ancora lavorando perché non siamo al nostro livello al cento al 100 per con le prestazioni.”