MotoGP, Luigi Dall’Igna: “Deve prevalere l’interesse della Ducati”

Gigi Dall'Igna (© Getty Images)
Luigi Dall’Igna (© Getty Images)

Luigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, analizza diplomaticamente il GP di Argentina 2016 che sarà a lungo ricordato per la caduta dei due piloti a pochi metri dalla fine.

All’indomani della gara a Termas de Rio Hondo regna profonda amarezza in casa Ducati per quella manovra azzardata di Andrea Iannone che ha causato la caduta sua e del compagno di squadra. Un doppio podio sfumato a due curve dalla fine e che potrebbe avere ripercussioni sul futuro del pilota abruzzese dal momento che i contratti sono in scadenza.

Una gara quasi perfetta rovinata ad un soffio dal traguardo, “poteva essere una giornata meravigliosa, la doppietta di Davies in Superbike, la vittoria di Mercado in Supersport e noi che in quel punto eravamo secondi e terzi, ma invece lì non siamo mai arrivati”, ha commentato Luigi Dall’Igna al termine del GP di Argentina. Perchè la troppa foga di Andrea Iannone, che negli ultimi mesi sembrava catalizzata, è tornata alla ribalta e stavolta ha combinato un guaio grosso, forse imperdonabile per un pilota della MotoGP da cui si pretenderebbe dedizione al team e massima professionalità e rispetto.

E’ pur vero che un singolo gesto non può compromettere la reputazione del pilota abruzzese. “Se uno può vincere deve provarci, ma se non può permetterselo, deve mettersi in testa che terzo è un bel risultato”, ha aggiunto il direttore generale di Ducati Corse. I vertici di Borgo Panigale parleranno dell’accaduto con Iannone, ma “parlare a caldo non è mai giusto, lo faremo con calma”, forse dopo la trasferta in Texas in programma in questo week-end.

Il pensiero non può non volgere al mercato piloti, soprattutto dopo le voci di un possibile arrivo di Jorge Lorenzo che escluderebbe uno dei due Andrea. Ma Luigi Dall’Igna preferisce impostare diversamente la faccenda: “Qui non c’è una poltrona per due, siamo qui per vincere il campionato del mondo e loro due sono qui per questo, non mi servono altri ragionamenti. La squadra è compatta, i piloti fanno ovviamente il loro interesse, ma deve prevalere quello Ducati, che ci paga”.