MotoGP, Cal Crutchlow: “Avevo il ritmo di Valentino Rossi”

Cal Crutchlow (© Getty Images)
Cal Crutchlow (© Getty Images)

Prima la caduta che si è auto-inflitto nella lotta contro Jorge Lorenzo, poi l’incidente nel testa a testa con Stefan Bradl. Risultato: Cal Crutchlow (LCR Honda) ha concluso il secondo round della MotoGP ieri in Argentina senza accumulare punti. Il pilota britannico ha chiuso in ottava posizione la gara al Termas de Rio Hondo, com’è facile immaginare, con l’amaro in bocca…

“Naturalmente, siamo venuti qui per andare sul podio – dichiara Crutchlow all’indomani della prova, come riposta Speedweek.com – . Ho avuto il ritmo necessario per finire tra i primi tre. Ma non ce l’ho fatta. E’ andata semplicemente così”.

 

Se Crutchlow rincorre Rossi

Il pilota Honda ammette di aver fatto due errori nel corso della gara, il primo dei quali nel confronto con il maiorchino della Yamaha, da cui le sue cadute, ma ci tiene a precisare che “senza quell’incidente avrei potuto correre direttamente alle spalle del gruppo di testa”, e che comunque “dopo la caduta ho spinto il più possibile”. Di più: se non avesse avuto nessuno davanti a lui a intralciargli la strada, “i miei tempi sul giro sarebbero stati decisamente migliori”. Morale della favola: “Dire che sono deluso è un eufemismo…”.

Quanto al secondo “incidente”, che lo ha visto nuovamente a terra dopo un tentativo di imporsi su Bradl, Cal Crutchlow riconosce che “non c’è nessuno a cui posso dare la colpa tranne me stesso “.

Insomma, anche stavolta il successo è mancato – a detta del britannico – solo per una serie di coincidenze sfortunate. “Non ero veloce come Marc [Marquez] e [Andrea] Iannone o [Andrea] Dovizioso – ammette Crutchlow – , ma il mio ritmo era più o meno al livello di Valentino [Rossi]. E lui è finito sul podio … La differenza è che lui è rimasto lì davanti, mentre io ho perso posizioni. Un vero peccato”. “Non necessariamente potevo giocarmela con Marc – conclude – , ma forse avrei potuto allinearmi con la Ducati”. Magari la prossima volta, chissà…