F1: la verità sul “teschio” della Ferrari SF16-H

Ferrari SF16-H (© Getty Images)
Ferrari SF16-H (© Getty Images)

C’è chi la definisce una “maschera”, e chi ricorre a un termine più evocativo come “teschio”… l’unica cosa certa è che l’elemento – verrebbe da paragonarlo a un casco – collocato davanti alla scocca della Ferrari SF16-H, ben visibile una volta smontato il “muso” della monoposto da F1, assolve a una funzione ben precisa.

Secondo la spiegazione più accreditata negli ambienti della F1, il pezzo in questione serve a proteggere le parti esposte nel caso i meccanici del Cavallino Rampante dovessero sostituire il “naso” della macchina durante un pit stop.

La leggerezza è stata dunque sacrificata (in minima parte, visto che il pezzo incriminato sarebbe interamente in carbonio) dai tecnici di Maranello sull’altare della sicurezza e della solidità.

Nella fattispecie della Ferrari SF16-H, la protezione ha  una forma decisamente singolare, che si presta a diverse interpretazioni: di qui il paragone con una maschera o un teschio.

 

La funzione del “teschio” della SF16-H

Si tratta per la precisione di un reticolo in compositi che riveste come una seconda pelle le componenti più delicate della Ferrari SF16-H che si trovano a sbalzo del telaio nella parte anteriore: dalle pompe dei freni alla scatola dello sterzo, passando per una miriade di sensori e connettori.

Secondo alcuni, l’elemento protettivo contribuirebbe a superare la prova anteriore di crash, ma a ben vedere la parte deformabile del muso deve assorbire l’energia generata dall’urto ben prima del pezzo in questione. Di qui l’ipotesi che lo stesso serva principalmente a evitare danni quando in gara, eventualmente, si presentasse la necessità di sostituire un “musetto”.

Una manovra, questa, che i team cercano in genere di effettuare il più velocemente possibile: nelle prove di pit stop quasi tutte le squadre si allenano anche a sostituire il “musetto” per ottimizzare i tempi in caso di necessità, e in questo senso la “maschera” della Ferrari può servire anche come “guida” per semplificare e velocizzare l’operazione evitando inutili rischi. Come dice l’adagio, il diavolo si nasconde nei dettagli…