MotoGP, Giacomo Agostini: “Guai a sottovalutare Valentino Rossi”

Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)rossi

Valentino Rossi vincerà ancora. Di questo è convinto il quindici volte campione del mondo Giacomo Agostini, secondo cui il Dottore “con l’età è migliorato e non molla mai, guai a sottovalutarlo”.

Il mitico “Ago”, alla soglia dei 74 anni, ha seguito con la passione di sempre l’inizio del Campionato mondiale della MotoGP e della F1. “A me sarebbe piaciuto provare a competere con le monoposto – racconta a Quotidiano.net – ma quando decisi di fare un tentativo ormai era tardi! Diciamo che è uno dei pochi rimpianti nella mia carriera di campione”.

Com’è noto, anche Rossi aveva accarezzato l’ipotesi di una carriera in F1. “Valentino quando ci ha pensato era più giovane di me – racconta il veterano delle due ruote – . Credo che in lui abbia prevalso l’amore per la moto”. E ha fatto bene, dato che ancor oggi il Pesarese “al cospetto di rivali che appartengono ad un’altra generazione, merita solo una enorme ammirazione”.

 

La lezione di Valentino Rossi

Poco importa se in Qatar Valentino Rossi non è riuscito ad andare più in là del quarto posto. “Era soltanto la prima gara! – fa notare Agostini – . Valentino stava vicinissimo ai primi tre. Penso abbia il diritto di giocarsi le sue carte, anche se ovviamente non sarà una impresa semplice”.

Anche perché con l’età – prosegue – “cominci a fare dei ragionamenti diversi. È normale, è la vita. Rifiuti istintivamente il pericolo eccessivo, l’esagerazione. Sia chiaro: va bene così, Valentino non è diventato un codardo, ragiona di più e come abbiamo visto nel 2015 anche con questo approccio diverso può immaginare di imporsi comunque”. Insomma, “lui non molla mai. [Jorge] Lorenzo ha fatto centro alla prima tappa, ma il campionato è lungo. Rossi avrà molto da dire. Consiglio di non sottovalutarlo”.

“In questo momento la Yamaha è la moto migliore. [Marc] Marquez farà fatica, anche se è un talento assoluto”, aggiunge Agostini. Quanto alla rivalità tra il Campione di Tavullia e il maiorchino, a suo dire si tratta di un “falso problema. Io correvo e il mio compagno di squadra era il primo rivale. Nel motorismo l’amicizia non esiste. Se Vettel e Raikkonen avessero una Ferrari stellare, secondo lei andrebbero d’amore e d’accordo?”. “L’Italia, come Paese, ha bisogno di una Ferrari vincente e di un Rossi ancora campione – conclude – . I buoni esempi servono…”.