Scatola nera obbligatoria per tutti? Scoppia la polemica

(© Getty Images)
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Per il momento è solo un’ipotesi, ma ci sono buone possibilità che ci concretizzi a stretto giro di boa: il montaggio della scatola nera sulle auto potrebbe diventare un obbligo per tutti gli automobilisti.

La proposta, secondo indiscrezioni che da qualche ora si rincorrono in rete (e non solo), sarebbe allo studio del Senato nel Disegno di legge Concorrenza e potrebbe arrivare “a sorpresa” come emendamento. In realtà si valuta una delega al governo che verrebbe inserita nel Ddl, assieme a un’altra delega (annunciata nei giorni scorsi) per regolamentare il noleggio con conducente e nuovi servizi come Uber. Sta di fatto che presto potrebbe diventare obbligatorio montare su tutte le vetture la scatola nera.

La notizia va senz’altro presa con le molle: solo una direttiva europea, infatti, potrebbe imporre un obbligo di questo tipo, e di certo la scatola nera non è tra le priorità di Bruxelles. Ciò non toglie che per qualche guidatore considerato “a rischio” il dispositivo non possa effettivamente essere reso obbligatorio con una legge nazionale, anche perché in Italia gli interessi che ruotano intorno alla scatola nera sono molto forti.

 

Le ragioni del “no” alla scatola nera obbligatoria

Il timore è che la novità fornisca un nuovo pretesto per “tartassare” gli automobilisti con ulteriori norme e spese a loro carico. Di qui l’immediata reazione dell’Associazione dei consumatori Codacons. “Non è in alcun modo pensabile obbligare gli automobilisti italiani ad installare sulle proprie vetture strumenti come la scatola nera – ha tuonato il presidente Carlo Rienzi – . Questo perché l’installazione e la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’apparecchio comporterebbero costi non indifferenti per gli utenti, i quali subirebbero ingiusti aggravi di spesa a causa di una decisione imposta dall’alto”.

Per tale motivo, ha concluso Rienzi, “qualsiasi provvedimento in tal senso sarà impugnato dal Codacons nelle sedi opportune al fine di ottenerne l’annullamento”. Prepariamoci a un’altra battaglia, dunque, con la speranza che a farne le spese non sia ancora una volta il popolo delle quattro ruote.