Moto3, Nicolò Bulega: “Scommettere su di me è rischioso”

Nicolò Bulega
Nicolò Bulega (©Getty Images)

Nicolò Bulega ha dimostrato di avere stoffa da vendere già l’anno scorso affermandosi come il vincitore del CEV Moto3, tanto da meritarsi la promozione nel Motomondiale con il team Sky VR46, al fianco di Andrea Migno e Romano Fenati. Ma dopo appena una gara, terminata al 6° posto, tra Romano e Nicolò sono scoppiate le prime scintille per accaparrarsi il ruolo di leader del team.

Bulega ha appena 16 anni ma progredisce ad ampie falcate e, nonostante fosse la sua prima vera gara in Moto3 dopo la wild card dell’anno scorso a Valencia, in Qatar ha dimostrato di poter lottare per le posizioni che contano in sella alla sua KTM. Tant’è che sono sorti subito dei contrasti con il compagno di squadra Romano Fenati, che ha mal digerito la sua competitività: “L’ho aiutato tutto l’inverno, speravo ricambiasse in gara”, forse dimenticando che le gare sono ben diverse dalle prove.

Quando si scende in pista per un GP ogni pilota deve pensare alla sua gara e gli amici non esistono. Lo ha ben dimostrato la storia tra Valentino Rossi e Marc Marquez o tra il pesarese e Jorge Lorenzo. Eppure Nicolò Bulega non subisce complessi di inferiorità, vuole entrare nell’elite dei piloti: “Si vede che a Romano gli tirava il culo prendere paga”, ha commentato il pilota emiliano a fine gara.

La sua altezza (1,80 m) potrebbe essere scomoda per la categoria Moto3 e gli chiede uno sforzo maggiore soprattutto in uscita di curva. Eppure l’altezza sembra un punto in comune con il suo maestro Valentino Rossi, anche se ai suoi tempi la 125 cc era leggermente più grande e comoda: “Ho avuto la possibilità di sedermi su una moto 125cc qualche tempo fa. È più grande di una Moto3. E la KTM è la più piccola tra le moto della Moto3”, ha spiegato in un’intervista a Speedweek.com.

Intorno a Nicolò Bulega gravitano tante aspettative e in molti lo indicano come il possibile successore del campione di Tavullia. “Sono contento. Grazie. Ma sono troppo inesperto. Scommettere su di me sarebbe un rischio troppo grande”.