Force India, caso Vijay Mallya: “Non sono latitante”

Vijay Mallya
Vijay Mallya (©Getty Images)

E’ nato un vero e proprio caso attorno a Vijay Mallya, proprietario della scuderia di Formula1 Force India verso il quale è stato spiccato un mandato di cattura internazionale per reati di frode bancaria compiuto in patria. Nello specifico un consorzio di 17 banche ha denunciato l’imprenditore indiano per un debito di circa 1,2 miliardi di euro riguardante la compagnia aerea Kingfisher Airlines, fallita ancora nel 2012.

Il caso si è creato perché Vijay Mallya ha lasciato l’India proprio nel giorno precedente all’emissione del mandato di arresto e molti hanno pensato che la sua decisione non sia stata affatto casuale. Tra l’altro c’era stata anche la richiesta di ritirargli il passaporto e di congelare il versamento da 68 milioni di euro che la Diageo gli avrebbe dovuto versare come liquidazione. La sua azione aveva il sapore di una vera e propria fuga.

Il diretto interessato, però, tramite Twitter ha voluto fare chiarezza sulla propria posizione: “Sono un uomo d’affari internazionale. Viaggio frequentemente da e verso l’India. Io non fuggo dall’India e non sono un latitante. Sciocchezze. Come membro del Parlamento indiano rispetto e rispetterà le leggi del Paese. Il nostro sistema giudiziario è sano e rispettato. Ma nessun processo mediatico. I boss dei media non dimentichino gli aiuti, i favori e le sistemazioni che ho fornito nell’arco degli anni e che sono documentati. Una volta che scatta la caccia sui media, si arriva a un incendio violento in cui verità e fatti vengono ridotti in cenere”.

Vijay Mallya ha spiegato come stanno le cose e intanto il Governo dell’India è accusato di associazione a delinquere per avergli consentito di lasciare il Paese e di rifugiarsi, probabilmente, in Inghilterra. Per il businessman indiano si parla di un crac da 90 miliardi di rupie (1,3 miliardi di euro) e dunque in patria vogliono chiarire la situazione con il diretto interessato.