SBK, Marco Melandri: “Escluso per il passaporto, voglio correre”

Marco Melandri
Marco Melandri (©Getty Images)

Marco Melandri è rimasto senza moto nel 2016, né in MotoGP e neppure in Superbike ha trovato un team disposto a credere in lui offrendogli la possibilità di essere competitivo. Se per quanto riguarda la classe regina del Motomondiale ciò era pronosticabile, invece nella categoria delle derivata di serie era lecito aspettarsi che un pilota come lui non faticasse.

Il suo manager Alberto Vergani ha scritto alla Dorna una lettera in merito, spiegando che attualmente nel campionato SBK solo Jonathan Rea e Tom Sykes hanno più vittorie totali del suo assistito. Un fattore non di poco conto. Il ravennate sarebbe stato uno dei migliori piloti della griglia di partenza e avrebbe sicuramente reso più interessante la competizione in pista. Niente da fare, però, almeno per il 2016.

 

Marco Melandri deluso dalla Superbike, ma non molla

Marco Melandri è intervenuto ai microfoni di Virgin Radio per commentare l’azione compiuta dal suo manager: “Sarei stato anche l’italiano più vittorioso della Superbike se non avessi regalato qualche gara (è secondo dietro a Max Biaggi, ndr). Non sapevo di questa storia, ma comunque una serie di eventi mi ha portato ad essere in una condizione difficile e mi sono trovato a casa. Io sono pronto, se dovessi trovare qualche soluzione interessante la voglia di correre ce l’ho”.

Quando gli viene domandato chi ha sbagliato con lui e dove lui stesso ha sbagliato risponde: “E’ una storia troppo lunga, meglio non parlarne perché ci sono già troppe discussioni in mezzo”. Viene menzionato anche il fatto che quando c’era un’organizzazione italiana in Superbike era più facile trovare un posto a un connazionale e infatti ciò avvenne per esempio con Max Biaggi, invece da quando tutto è passato sotto l’egida della spagnola Dorna probabilmente l’interesse nel far correre un pilota di altra nazionalità seppur vincente non c’è: “Sì, diciamo che ci sono tanti interessi sotto – spiega il ravennate -. Quindi per un motivo o per l’altro sono rimasto fuori. Forse è stata una questione più di passaporto che di numeri”.

Marco Melandri aveva provato la MV Agusta e sembrava abbastanza entusiasta dopo il test svolto a Valencia, ma poi il tutto non è sfociato in un accordo per correre nel 2016: “Non è che non era piaciuta la moto, anzi mi ero divertito, ma non c’erano le condizioni affinché loro facessero una seconda moto. Loro non erano nella situazione per farla. A 20 giorni dalla prima gara non c’era nulla di chiaro, non c’era il team e non c’erano i soldi per poter correre. Io ero disposto a mettermi in gioco investendo su di me e a correre anche gratis se qualcuno avesse voluto supportarmi. Non c’erano le condizioni e dunque ho preferito fermarmi”.

E appena gli viene chiesto se ha visto la prima gara del Mondiale 2016 di Superbike è netto nella risposta: “Non ho visto niente, perché sono deluso e non ho voglia di guardare o leggere. Non seguo più niente, nessun pilota e più null’altro”. Comunque per il futuro fa un annuncio: “Tra qualche mese ci saranno novità importanti”. Non sappiamo di che novità si tratti, ma possiamo solamente augurare a Marco Melandri di tornare in pista al più presto e fare ciò che più gli piace.