Gomme auto: il guidatore è “corresponsabile” dello smaltimento

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(foto archivio)

 

Il guidatore è corresponsabile dello smaltimento delle vecchie gomme dell’automobile. La novità, prevista da una normativa ambientale introdotta lo scorso anno, impone all’automobilista di seguire alcuni accorgimenti in sede di acquisto e sostituzione di pneumatici, pena il rischio di spiacevoli sorprese.

 

Le regole per essere in regola

Con le ultime novità introdotte in materia di tutela dell’ambiente la scorsa estate, il guidatore “distratto” potrebbe vedersi recapitare una multa per errata gestione dello smaltimento delle vecchie gomme. Oltre al gommista, infatti, anche il soggetto che chiede la sostituzione dei pneumatici, ovvero il proprietario dell’auto, della moto o dello scooter in questione, è tenuto a rivolgersi alla filiera ufficiale e a seguire i passaggi d’obbligo per non rendersi corresponsabile di un eventuale danno ambientale.

“Nell’estate del 2015 – spiegano da Ecopneus, società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero dei pneumatici fuori uso – è stata introdotta una normativa ambientale che ha esteso la cerchia delle persone che, per legge, possono essere ritenute responsabili per la gestione dei rifiuti: tale responsabilità non si riferisce più solo a coloro che hanno materialmente generato/prodotto un rifiuto, ma anche a coloro a cui sia ‘giuridicamente riferibile’ la produzione di un rifiuto”.

Per assicurarsi che i vecchi pneumatici vengano smaltiti correttamente e scongiurare il coinvolgimento in eventuali sanzioni, occorre innanzitutto “effettuare la sostituzione dei pneumatici presso un ‘gommista’ o un’officina debitamente autorizzata, facendosi rilasciare (e conservandolo) all’atto della sostituzione un documento fiscale per la vendita dei pneumatici di nuovo acquisto e per gli eventuali servizi annessi (fattura o ricevuta/scontrino fiscale), da cui risulti visibile l’avvenuto pagamento del contributo ambientale previsto dalla legge per la corretta gestione del pneumatico-rifiuto”.

E’ inoltre buona norma “lasciare i pneumatici sostituiti e che non si intendono più utilizzare, solamente al gommista o all’officina presso i quali è stato effettuato il cambio dei pneumatici, accertandosi che essi operino nel rispetto degli obblighi di legge previsti dal D.M. 82/2011”. “Il gommista o l’officina – proseguono gli esperti – hanno l’obbligo di prendere in carico gratuitamente lo pneumatico sostituito e di gestirlo correttamente. Al contrario, la presa in carico e gestione di pneumatici-rifiuto dallo stesso conduttore del veicolo comporta oneri e responsabilità di legge, anche sanzionabili”.

E nel caso in cui le gomme nuove siano acquistate in un negozio diverso dalle officine autorizzate, per esempio su internet o in un megastore, “il contributo ambientale deve essere pagato all’atto dell’acquisto e deve risultare visibile nel relativo documento fiscale di vendita (fattura o ricevuta/scontrino fiscale). In questo caso, nel momento della successiva sostituzione dello pneumatico, non si devono pagare ulteriori contributi ambientali di sorta per la corretta gestione dello stesso. Il relativo documento fiscale del gommista o dell’officina, presso i quali è stato effettuato il cambio pneumatici, deve riportare solo i servizi ottenuti (sostituzione, equilibratura, verifica convergenza, ecc.)”. In questo caso, come in tanti altri, il mancato rispetto della normativa in materia di tutela ambientale può costare caro.