Maverick Vinales: “Pronto a lasciare Suzuki per vincere il Mondiale”

Maveric Vinales
Maverick Vinales (©Getty Images)

Maverick Vinales sta per diventare una pepita d’ora, un gioiello ambito da molti se non da tutti. Dopo aver conquistato il titolo di ‘Rookie of the Year’ nel 2015 ha brillato nei test prestagionali e si appresta ad una stagione esaltante in sella alla Suzuki. Ma per il 2017 il pilota spagnolo potrebbe accettare proposte allettanti e lasciare il team di Hamamatsu.

Già mesi fa Valentino Rossi, con il suo occhio clinico, aveva predetto un futuro da campione per Vinales e dopo i test ufficiali tra febbraio e marzo l’oracolo sembra avverarsi. A Phillip Island ha chiuso primo, in Qatar terzo e tra una settimana c’è grande attesa per l’inizio del Motomondiale.

“Ho molta più esperienza. Conosco i circuiti e la moto, inoltre so che tipo di guida richiede questa categoria – ha detto Maverick in un’intervista a Motorsport.com -. La costanza sarà importante per finire tra i primi sei e penso che con il nuovo motore ed il cambio seamless possiamo fare un passo avanti significativo”. La Suzuki ha messo a disposizione il vecchio e il nuovo telaio, ma lo spagnolo è orientato più su quello del 2015, anche se entrambi restano a disposizione.

Questo potrebbe essere l’anno dell’incoronazione ad una moto più competitiva, anche se molto dipenderà dai contratti dei big: “Devo utilizzare tutta la mia esperienza per migliorare i miei punti deboli. Quest’inverno mi sono concentrato sul cercare quello che mi mancava dal punto di vista fisico, mentale e sulla moto. Quest’anno devo essere molto più aggressivo, specialmente nei primi giri… Mi sento più preparato di giorno in giorno. Anche se sembra ovvio, sicuramente aiuta il fatto che la moto si stia comportando bene. Tutto diventa più semplice”.

Ma nel futuro di Maverick Vinales c’è un solo obiettivo, la vittoria del titolo mondiale, anche a costo di doverlo rincorrere con un altro team: “Mi vedo a lottare per il titolo, che sia con la Suzuki o con qualche altra squadra. Questo è il mio obiettivo fin da quando sono saltato in MotoGP… Il mio futuro si deciderà nelle prime cinque o sei gare. Se dovessi vedere di aver raggiunto il livello utile a lottare davanti, ma la moto non me lo permettesse, allora inizierei a guardare in che direzione muovermi. La cosa più intelligente da fare in questo momento è non pensare a questo e concentrarmi sulle prime gare, approcciando come se fossero le ultime”.