Una mostra dedicata a Michael Schumacher, parla Sabine Kehm

Michael Schumacher
Michael Schumacher (©Getty Images)

Una mostra dedicata a Michael Schumacher è stata inaugurata stamane a Marburg, in Germania, e resterà aperta per due anni. Alla presentazione erano presenti anche Corinne Schumacher, i due figli Gina Maria e Mich, il padre Rolf e la portavoce ufficiale Sabine Kehm che ha rilasciato poche dichiarazioni alla stampa.

L’esposizione dedicata al 7 volte campione del mondo vede la presenza di alcune delle vetture guidate da Schumi e diversi suoi oggetti personali mai esposti in pubblico.In uno spazio di 350 metri quadrati sarà possibile ammirare la Ferrari del 2000 con cui ha vinto il primo titolo iridato con la Casa di Maranello, una delle Mercedes del Mondiale 2012, una Ferrari del 2005, diversi trofei tra cui la Coppa vinta nel 1992 in occasione della sua prima vittoria sulla pista belga di Spa-Francorchamps.

“La mostra ravviva il ricordo dei tempi in cui Michael correva con Ferrari, Mercedes e Benetton” ha dichiarato la sua manager Sabine Kehm, Parole che nascondono l’amarezza per non avere la presenza del diretto interessato, ancora in bilico tra la vita e la morte dopo quel drammatico incidente sugli sci del dicembre 2013, mentre era sulle nevi di Meribel in compagnia di alcuni amici e familiari.

Da settembre 2014 Michael Schumacher è costretto a vivere nella sua villa di Gland, assistito dai familiari e da una ristrettissima cerchia di amici, oltre che da un’equipe di medici specializzati. “Naturalmente la presenza di Michael mancano in giornate come questa”, ha aggiunto la sua portavoce. “Quello che è successo è una cosa che, purtroppo, non si può cambiare. Possiamo solo essere pazienti e continuare a sperare che un giorno possa tornare ad essere con noi “.

Neppure una parola sulle attuali condizioni di salute dell’ex ferrarista che dobbiamo ipotizzare siano rimaste preoccupantemente stabili. “Questa mostra ci fa vedere Michael in tutte le sue varie sfaccettature”, ha concluso Sabine Kehm. “Ci porta in un viaggio in cui siamo già stati passeggeri una volta”.