Ducati, Gabriele Conti: “Stoner freddo analizzatore come Rossi”

Gabriele Conti e Casey Stoner
Gabriele Conti e Casey Stoner (©Getty Images)

Gabriele Conti è il responsabile sviluppo software di Ducati Corse per MotoGP e SBK ed è capo degli elettronici. In un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ l’ingegnere fiorentino spiega la nuova centralina elettronica e traccia un primo bilancio dopo i primi test IRTA tenutisi a Sepang la scorsa settimana.

Gabriele Conti, 42 anni, fiorentino, lavora in Ducati dal 2004, può contare su un gruppo di lavoro formato da altri 14 ingegneri che rispondono alle sue direttive. Ha trionfato con Casey Stoner, lavorato con Valentino Rossi e nel 2013 è balzato alle cronache per aver passato una notte in cella prima del GP del Qatar, dopo aver compiuto delle manovre pericolose e dei testacoda con la sua auto nel parcheggio fuori dal paddock.

A pochi giorni dalla seconda sessione di test in Australia l’ingegnere toscano ha spiegato le difficoltà nel passare alla centralina unica Magneti Marelli ocme richiede il nuovo regolamento: “Dal 2005 ogni squadra aveva sviluppato le proprie strategie, è stato come passare da una scarpa su misura a una da supermercato uguale per tutti. Prima se avevi un problema sviluppavi l’elettronica e modificavi le strategie, ora lavori sulle calibrazioni in pista. E aggirare i problemi diventa più dura, per il pilota, che poteva chiedere qualsiasi cosa, e per noi, che modificavamo subito. Ma finora non è stato un ostacolo, abbiamo aggirato bene i limiti. E i piloti non si sono lamentati”.

Con la centralina unica il ruolo del pilota diviene più importante “perché deve imparare a gestire il gas un po’ più in autonomia. Il polso ora conta di più”. Inoltre da quest’anno ai box della Rossa di Borgo Panigale si può contare su un collaudatore d’eccezione come Casey Stoner, un campione con cui Gabriele Conti ha già lavorato in passato e che ha trovato cambiato: “Molto più sereno e disponibile. E nel lavoro è estremamente migliorato. Era abbastanza istintivo, ora sembra un freddo analizzatore come Rossi, racconta per decine di minuti cosa succede sulla moto, prima era molto o bianco o nero”.