MotoGP, Hervé Poncharal: “Valentino non è pronto a lasciare”

Herve Poncharal (Getty Images)
Herve Poncharal (© Getty Images)

 

Il mondo intero si sta domandando se Valentino Rossi continuerà o meno a correre per la Yamaha. Nessuno conosce ovviamente la risposta, ma il boss de Team Tech 3 della Casa dei tre Diapason, Hervé Poncharal, lancia qualche indizio interessante a tale riguardo…

 

Le ipotesi sul tappeto

Il futuro in Yamaha di Valentino Rossi e di Jorge Lorenzo è uno dei “temi caldi” nell’ambiente della MotoGP. La fase preparatoria al campionato 2016 è iniziata la scorsa settimana in Malesia e, in attesa di ritornare in pista a Phillip Island, Hervé Poncharal ha affrontato la questione in una lunga intervista a Motorsport.com.

Il grande capo del Team Tech 3, conferma, seppure indirettamente, che Valentino Rossi avrà un ruolo chiave nel mercato piloti. “Di sicuro, tutti si chiedono se Valentino resterà in MotoGP – dice – . Penserà di aver già avuto una carriera stupenda e che sia il momento di dedicarsi ad altro o penserà di essere ancora motivato? Ha dato tutto nel 2015, non ha vinto il campionato, ma è stato primo dall’inizio alla fine. Alcuni dicono che dopo aver dato tutto, quella fosse la sua ultima occasione, anche perché a febbraio avrà 37 anni. Onestamente, per come l’ho visto lavorare a Sepang, il modo in cui ha inanellato giri, spingendo in condizioni difficili dal punto di vista fisico e delle motivazioni, non posso dire di pensare che sia pronto a lasciare, ma neppure che continuerà. Non ne ho idea, solo lui lo sa”.

L’esordio di questa stagione 2016 sarà fondamentale a questo riguardo. “Come ha detto giustamente, credo che aspetterà quattro o cinque gare per vedere come si starà comportando rispetto al resto del gruppo – afferma Poncharal – . Se si troverà in una buona posizione, sono sicuro che non potrà gettare la spugna. Lui è un combattente, ciò che è incredibile è la sua capacità di trovare sempre piacere ed essere motivato. Ora Valentino è alla ricerca del piacere, ha sempre detto che fino a quando si divertirà a correre, fino a quando sarà competitivo, non vede ragioni per smettere, a prescindere dall’età. Qualcuno può dire cosa farà Valentino tra quattro o cinque mesi? Io non ne ho idea. Il molti dicono che getterà la spugna, perché suona logico, ma lui non segue la logica, perché è una persona eccezionale”.

La scelta tra il prosieguo dell’attività agonistica ad altissimo livello di competitività e un (meritato) riposo per dare spazio alle soddisfazioni della vita privata non è certo facile. “Io non sono un grande campione come Rossi, ma tenderei a dire: accidenti, sto per compiere 37 anni, sono bello, sono super ricco, non ho nulla da dimostrare, potrebbe essere il momento di fare qualcos’altro o di godermi altre cose – ragiona il manager Yamaha – . E’ un lavoro incredibile competere con ragazzi che sono dieci anni più giovani o anche di più. E’ necessario essere al top della forma fisica ed anche prendere dei rischi. Ma sembra che lui non abbia ancora fatto queste analisi… In ogni caso, è molto intelligente. Lorenzo e Rossi avevano entrambi un contratto di due anni, quindi non c’era da considerare altro che la loro coesistenza. Quello che è successo nel 2015 porterà un tributo da pagare, quindi qualunque cosa accada, mi sembra difficile che la Yamaha possa tenere Lorenzo e Rossi nel 2017… se Lorenzo resta in Yamaha, non so se lo vorrà fare anche Rossi e viceversa”.

E a chi gli domanda se la Yamaha aspetterà la decisione di Rossi prima di valutare il resto, Poncharal risponde: “Non ne ho idea, ma Lorenzo ha sempre le sue esigenze. A Sepang continuava a dire di voler firmare il prima possibile, magari prima dell’inizio della stagione, e che il suo sogno era di rimanere con Yamaha fino alla fine della sua carriera… se lui dovesse dire alla Yamaha: se non firmiamo prima del Qatar o prima di tornare dal Texas, vado a correre con un altro costruttore… Non vorrei essere il capo della Yamaha se le cose andassero così. Se dovessero firmare rapidamente con Lorenzo perché pensano che sia la cosa giusta da fare, forse Rossi sarà ferito nel suo orgoglio. Chi lo sa…”. “Queste sono storie di uomini, sport, ego… – conclude – Ci danno molto di cui parlare oltre ai millesimi di secondo su cui lottano in pista”.