F1, Sergio Marchionne: “Ferrari diversa, abbiamo fatto pulizia”

Sergio Marchionne
Sergio Marchionne (©Getty Images)

La Ferrari presenterà la nuova monoposto tra una settimana in un evento online, per risparmiare tempo, perchè ogni giorno di lavoro potrebbe essere decisivo quando si sfida una potenza della Formula 1 come la Mercedes. Nonostante le buone previsioni bisognerà attendere almeno i primi test per capire la competitività della Rossa, ma Sergio Marchionne è certo: “Abbiamo fatto pulizia, è una Ferrari diversa”.

Ancora pochi giorni di stasi apparente e, dopo alcune anticipazioni, la Ferrari sarà mostrata ai suoi tifosi, prima di scendere in pista al Montmelò domenica 21 febbraio per il ‘Filming day’ e dal 22 febbraio per quattro giorni di test ufficiali. In fabbrica c’è gran fermento e massima concentrazione, sembra che ci siano le premesse per rincorrere il titolo iridato che manca dal 2007. E regna massima discrezione a Maranello, gli accessi agli estranei sono stati tassativamente chiusi onde evitare fughe di notizie e foto rubate.

Il presidente Sergio Marchionne è sempre vicino agli uomini del Cavallino e comincia a raccogliere i frutti di un lungo e certosino lavoro: “E’ una Ferrari molto diversa da quando arrivai io nel 2004”, ha detto in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’. C’è stata una razionalizzazione degli investimenti, “sviluppando quello che era necessario e limitando il resto. Tutto lì. E dobbiamo ancora migliorare, non siamo ancora al punto in cui poter dire che il costo della Formula 1 sia accettabile. I costi sono davvero enormi”.

Marchionne ha vissuto momenti difficili soprattutto all’inizio della sua avventura in Ferrari: “Quando sono andato a vedere dove stavamo veramente nel panorama della F.1 e mi sono reso conto che non eravamo né presentabili né competitivi… abbiamo ripulito i ranghi. Abbiamo vinto togliendo le ingerenze e rifocalizzando il team a fare le cose che erano veramente importanti. L’arrivo di Maurizio (Arrivabene, n.d.r.) ha aiutato molto”.

Ma qual è il punto forte della Mercedes che l’ha resa talmente competitiva? “Quando sono uscite le regole le hanno capite subito: noi lo abbiamo fatto un po’ alla carlona, credo. Ma non voglio criticare il passato. Da quello che ho visto io, non c’era il motore necessario per vincere, la power unit non era all’altezza. E il telaio ovviamente aveva i suoi difetti”.