Casey Stoner “rimpiange” la Ducati del 2009: “Potevo vincere”

Casey Stoner
Casey Stoner (©Getty Images)

 

Casey Stoner è convinto di aver avuto a sua disposizione la macchina giusta per vincere il secondo titolo mondiale della MotoGp con la Ducati, e assicura che la futuristica Desmosedici del 2009 con il telaio in carbonio sia stata “la moto migliore sulla griglia di partenza”.

 

Col senno di poi

Purtroppo, com’è noto, Casey Stoner non riuscì a coronare quel sogno iridato. Ma ci andò molto vicino. “Credo che nel 2009, quando arrivò il telaio in carbonio, avessimo la moto migliore di tutti – ha dichiarato il pilota australiano, come riporta Crash.net – . Purtroppo non riuscii a completare la stagione. A mio parere, però, dal GP di Catalunya in avanti, la moto fu incredibile”.

L’occasione per tornare con la memoria a quei tempi gli è stata fornita dai recenti test di Sepang, che lo hanno visto impegnato sempre con il team Ducati.

“Dopo il ritorno in Portogallo – ha aggiunto l’australiano – , con l’eccezione del mio errore nell’ultima corsa, avevamo i numeri per vincere ogni gara. Era davvero incredibile… le potenzialità erano enormi”. Anche se configurare il giusto set-up, ammette, “era un po’ difficile”. Poi gli eventi hanno preso una piega diversa. “Dopo la mia partenza è andato tutto a rotoli – dice Stoner – .  Ma credo ancora che la fibra di carbonio non sia stata sfruttata: c’era ancora un enorme potenziale”.

Il resto è storia. Dopo il passaggio dell’australiano alla Honda, alla fine del 2010, la Ducati è tornata (in parte) all’alluminio nel tentativo di risolvere i problemi lamentati da Valentino Rossi, allineandosi così ai costruttori giapponesi. Tuttavia, avendo vinto il suo secondo titolo mondiale con il telaio in alluminio della Honda, prima di ritirarsi nel 2012, Casey Stoner non può fare a meno di mettere a confronto le due opzioni.

“Onestamente è difficile paragonale: con il passaggio dalla Michelin alla Bridgestone, e dai 1000cc agli 800cc, molte cose sono cambiate da allora”, ha affermato, precisando però che “secondo me ci sono buone ragioni per aver mantenuto il forcellone in fibra di carbonio, perché quel materiale ha enormi potenzialità”.

Ciò detto, a suo parere l’utilizzo dell’alluminio rappresenta oggi la scelta più sicura per la Ducati. “Vogliamo un telaio che vada bene per l’intera stagione, e l’alluminio garantisce un feedback un po’ più accurato e un supporto migliore nel corso del campionato”, conclude.

L’obiettivo dell’australiano, ora, è dimostrare quel potenziale nel prossimo appuntamento in Qatar.