MotoGP, Dani Pedrosa: “Ho trovato la giusta terapia”

Dani Pedrosa
Dani Pedrosa (©Getty Images)

Per Dani Pedrosa sarà la decima stagione in MotoGP, sempre in sella alla Honda, e dopo l’ottimo finale di stagione 2015 quest’anno conta di riuscirsi a mettere le spalle ogni infortunio per tentare di puntare al titolo mondiale. A patto che i tecnici HRC riescano a risolvere in tempo i problemi riscontrati in Malesia.

Il 30enne pilota spagnolo quasi un anno fa si è operato all’avambraccio per risolvere un problema di sindrome compartimentale. Un fastidio che lo ha costretto a saltare tre gare, più una quarta (in Francia) in cui ha dovuto ritrovare la giusta stabilità e il feeling con la sua RC213V. Un campionato in continua progressione che lo ha portato agli stessi livelli di Marc Marquez nelle ultime cinque gare, dove ha conquistato due vittorie e due podi che lo hanno proiettato al 4° posto finale.

Nei primi test di Sepang del 2016 non ha particolarmente brillato, ma finalmente sembra aver trovato la giusta terapia per risolvere definitivamente i problemi muscolari. Come riportato da Motorsport Dani Pedrosa si sta sottoponendo ad una riabilitazione presso un centro nel Barrio de Gracia di Barcellona, dove può usufruire di un macchinario chiamato PHYSIUM System.

“Tutto si riduce a muovere in maniera controllata le cicatrici e le aderenze post-chirurgiche, per garantire una maggiore flessibilità e migliorare in maniera progressiva la pressione delle fascie sul sistema neurovascolare e muscolare, riducendo il dolore e l’infiammazione del paziente”, ha spiegato l’inventore Jordi Saló Darder.

“Dopo appena due sessioni di questo trattamento, mi sono subito reso conto che stava funzionando”, ha ammesso Pedrosa parlando con Motorsport.com. “C’è un chiaro miglioramento perché avevo un handicap fisico, che inevitabilmente ne aveva creati altri dal punto di vista mentale. La mia carriera era finita in dubbio, ma poi quando sono riuscito a liberare me stesso da questi pensieri, si è notato. Non solo perché ora posso reagire meglio sulla moto, ma anche perché so sempre cosa sto per fare”.