MotoGP, Casey Stoner: “Suppo non mi ha mai ascoltato”

Casey Stoner
Casey Stoner (©Getty Images)

Casey Stoner ha brillato nella prima sessione di test a Sepang, dimostrando di non aver perso la stoffa del campione e di poter tenere il passo dei big. Il due volte iridato ha chiuso la terza giornata al 5° posto, con un ritardo di un secondo e mezzo, ma davanti ai due piloti ufficiali Andrea Iannone e Andrea Dovizioso.

La prestazione di Casey Stoner sta facendo tanto discutere e ha diviso l’opinione sportiva in due fronti: coloro che ritengono sia un vantaggio nei box della Ducati e coloro che pensano sia un problema per i due Andrea. Intano l’australiano incassa il suo primo buon risultato e continua a respingere l’ipotesi di un ritorno in pista a tempo pieno. Il suo unico obiettivo è “vincere il Mondiale con la Ducati, ma in questo ruolo”.

“Tutto sommato sono state giornate molto positive per noi, e io per primo sono sorpreso di essere riuscito a completare tre giorni di test. A livello fisico, per il momento mi sento a posto ma domani credo che risentirò della fatica! E’ stato un test positivo – ha detto Stoner in una nota ufficiale – non solo perché abbiamo lavorato bene sulla moto, ma anche perché sono riuscito subito a riprendere il ritmo… Sono molto contento di come sono andate le cose”.

In un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ Casey sottolinea il suo amore eterno verso la Ducati e si toglie qualche sassolino dalla scarpa con la Honda, dopo un 2015 di convivenza forzata a causa di un no alla sostituzione di Dani Pedrosa: “Io non avrei mai voluto andarmene da qui, la Ducati è dove mi ero immaginato di restare per sempre e finire la carriera. Poi le cose sono andate in un certo modo”. Cosa non ha funzionato con HRC? “I miei test non sembravano funzionare troppo, non usavano la mia capacità e io non ero lì per prendere un po’ di soldi, fare qualche giro e basta… Come se pensassero che volessi tornare a correre e creare problemi”.

Un j’accuse probabilmente rivolto a Livio Suppo, ma non solo… “Lui non mi ha mai capito, perché non mi ha mai ascoltato. Mi avesse ascoltato e creduto, tutto sarebbe stato facile. Invece lui pensa sempre che io cerchi chissà che, mentre l’unico cosa che volevo era aiutare”. Ma ora che ha dimostrato di poter essere competitivo non ci sarà nessun ripensamento a ritornare in MotoGP come pilota: “Quando sei in questa bolla che è la MotoGP pensi che sia l’unico mondo esistente, che la tua vita giri solo intorno a questo. Ma non è così: 18 gare, i test, gli sponsor, vivere in Europa, separarsi dalla famiglia… E intanto intorno a te senti sempre le stesse cazzate – ha concluso Casey Stoner -. No, per me è troppo”.