MotoGP, Giacomo Agostini: “Rossi e Marquez? Arrabbiati entrambi”

Giacomo Agostini
Giacomo Agostini (©getty images)

 

Giacomo Agostini è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni ai lettori di Tuttomotoriweb. Con i suoi 15 titoli iridati in bacheca (8 in 500 e 7 in 350) 122 gare vinte e 162 podi conquistati, è considerato – e giustamente – il più grande campione del motociclismo di tutti i tempi. E alla vigilia della nuova, attesissima stagione della MotoGP la sua opinione di osservatore privilegiato del mondo delle due ruote è più preziosa che mai.

 

La parola al Campione

Quella tra Giacomo Agostini e le moto è una passione antica. “Credo di essere nato per le moto – ha raccontato il campione in un’intervista a Euronews – . Quando ero piccolo, pensavo solo che il mio lavoro sarebbe stato correre in moto un giorno. Iniziai a fare le gincane, a fare delle piccole prove, perché mio padre non voleva lasciarmi correre”.

Per intercessione di un amico notaio del papà, però, il sogno ha cominciato a realizzarsi. “Comprai una bella moto e iniziai a correre, vincendo subito – prosegue Ago – . Quello fu l’inizio della mia carriera”.

I modelli di Agostini erano due italiani: Carlo Ubbiali e Tarquinio Provini. “Andavo a vederli e pensavo che avrei voluto diventare come loro”, racconta, anche se allora “avevo semplicemente una grande passione e un amore per la moto”. E di sicuro “non avrei mai pensato di poter diventare campione del mondo. Di diventarlo non una volta, ma 15”. Ecco perché Ago non si stanca di ripetere che “sono stato molto fortunato”.

“E’ molto difficile vincere un mondiale ed è ancor più difficile ripetersi – continua – . Il podio è come una droga, si sta benissimo sul podio. Si sta benissimo quando si è in prima posizione. Credo che tutte le corse siano diverse ed è per questo che quando si vince molto, si ha voglia di vincere ancor di più. Perché è sempre un’emozione diversa”.

Anche per questo la decisione di ritirarsi è stata, per lui come per tutti i grandi campioni, molto difficile. “Bisogna pensare, riflettere bene – spiega Agostini – . Gli anni passano e a un certo punto bisogna lasciare spazio ai giovani”. E senza ripensamenti: “Se smetto, perché dovrei ricominciare? In questo caso non smetto prima”.

L’argomento è quanto mai attuale, visto che uno dei protagonisti del burrascoso Motomondiale 2015 è stato Valentino Rossi, che alla soglia dei quarant’anni non ha la benché minima intenzione di scendere dalla Moto – anzi, quest’anno tornerà a rincorrere il decimo titolo iridato, ancora una volta contro tutto e tutti.

“Tutti vogliono vincere – osserva a tale riguardo Agostini – . E’ difficile correre ed essere gentiluomini, perché bisogna sempre essere aggressivi. Rossi e Marquez si sono arrabbiati entrambi, ma è qualcosa che succedeva anche ai miei tempi. Non è bello, certo, ma può succedere”.

Ecco perché Ago non si dà cruccio al pensiero che qualcuno un giorno possa battere i suoi record. “I record sono fatti per essere battuti. Può darsi che un giorno qualcuno ci riuscirà. Ad esempio Valentino o Márquez. Quest’ultimo è ancora molto giovane e non so però se sarò ancora qui quando mi batterà”.

Gli anni e i campioni passano, ma la passione è sempre la stessa. C’è una cosa, però, che ad Agostini non va proprio giù. “Non mi piace molto l’elettronica – confessa in conclusione – . Preferisco che siano i piloti a lavorare di più, non l’elettronica. Magari perché non sono abituato, i giovani d’oggi hanno iniziato con l’elettronica e per loro sarebbe difficile cambiare”.