Marc Marquez: “La MotoGP è come una droga”

Marc Marquez
Marc Marquez (© getty images)

Marc Marquez è stato campione del mondo per quattro volte in cinque anni. Un biglietto da visita da fuoriclasse anche se le sei cadute rimediate lo scorso anno sembrano aver fatto crollare il mito inossidabile del fenomeno di Cervera. Ma è pur vero che dopo quanto successo in Malesia e a Valencia, a torto o a ragione, ha perso molte delle simpatie nel mondo della MotoGP.

Lunedì si ritorna in pista e Marc Marquez sembra intenzionato a non commettere più errori, quantomeno in gara. Perchè ogni caduta può costar cara in termini di classifica. In un’intervista a Speedweek.com il 22enne pilota della Repsol Honda racconta le difficoltà affrontate nel 2015, un bagaglio di errori da cui trarre insegnamenti in vista del campionato quasi alle porte.

Wayne Rainey ha detto che si innescano incredibili sensazioni quando si porta una MotoGP al limite… “Sì, soprattutto se si sente la moto che procede in maniera perfetta. A volte si spinge al limite, ma si sente e si capisce che non è giusto – ha detto Marquez -. Se si compie un giro veloce o nell’ultimo terzo della gara si spinge davvero, poi la sensazione è davvero incredibile… è come una droga”.

Ma l’anno scorso la sua Honda RC213V non era la moto perfetta che desiderava e soprattutto nella prima parte di stagione il motore e il telaio hanno causato non pochi problemi: “E’ stato il primo anno in cui ho avuto veramente grossi problemi con la moto. Per la prima volta ho dovuto cambiare il mio stile di guida in modo significativo – ha sottolineato Marc Marquez -. Ho dovuto fare il contrario di quello che mi è stato detto dai miei istinti. E’ stato molto difficile. Ma per il futuro sarà un vantaggio, perché ho imparato molte cose. Ho anche imparato di più sulla tecnologia, perché abbiamo parlato e avuto sempre più incontri”.