Intervista al Dottor Costa: “Valentino Rossi ha deciso con le emozioni”

Claudio Costa
photo Facebook @Dottorcosta

Il dottor Claudio Marcello Costa ha deciso di cedere le redini della Clinica Mobile due anni fa, ma il suo cuore e la sua mente non possono che essere legati al mondo delle corse da un cordone quasi ombelicale.

Difficile, impossibile dimenticare oltre quarant’anni della propria vita al fianco di tanti piloti e, in un’intervista esclusiva rilasciata a Tuttomoriweb, il Dottor Costa confessa: “E’ una cosa indicibile, mi manca tanto… Una nostalgia, una malinconia che hanno dei nipoti terribili che sono il tormento e l’affanno”.

Le sue parole trasudano storia, poesia, esperienze leggendarie, sono scandite da mille ricordi che si rincorrono velocissimi, che meriterebbero settimane, mesi, anni per essere ascoltati, stupirsi e ripercorrere pagine di un’epopea che forse non ha miglior cantore del Dottor Costa.

 

Dottor Claudio Costa, in uno dei suoi ultimi post sui social vediamo una sua foto che la ritrae con Marco Simoncelli. Che ricordo ha di quel 23 ottobre 2011?

Inizialmente di sgomento, poi di dolore, poi di incredulità, poi di rabbia, poi di impotenza, poi alla fine una filosofia dolce, dove vedevo Marco che mentre scivolava dalla curva e un angelo custode lo voleva portare ai bordi della pista, in un prato d’erba dove si sarebbe rialzato e tornato incolume ai box e la moto in un garage dove sarebbe stata riparata, ha voluto fare una cosa meravigliosa che fanno i giovani guerrieri, di credere nel suo sogno e il simbolo di quel sogno era il manubrio, la manopola. Quindi l’ha stretta forte, non ha abbandonato la moto ed ha disubbidito all’angelo custode. E mentre attraversava la pista si è accorto che dall’altra parte c’era un’altra figura, meno celeste dell’angelo, la signora vestita di nero.

Marco si è accorto che quello era l’avversario con cui aveva lottato da quando aveva cominciato a correre in moto sin da bambino. E allora con un sorriso, stringendo il suo sogno ha detto ‘Signora morte, un ragazzo che sogna è impastato dalle mani degli dei e quello che tocca il pio tu non puoi toccare neanche le briciole, perchè quelle rimarranno vive nel cuore di tutti quelli che mi amano dove io diventerò immortale nella gloria’. Per questa filosofia ho scritto il libro ‘La vittoria di Marco’.

 

Ha trascorso oltre 40 anni al fianco dei piloti, ma c’è un ricordo particolare che può riassumere il suo grande impegno in Clinica Mobile?

Il pilota con cui sono legato da più di un’amicizia, di cui una parte della sua anima è mia e tutta la mia anima è sua, è Mick Doohan, il pilota australiano che nel 1992 ha rischiato di perdere non solo una gamba ma anche la vita ed io per salvare quella gamba che volevano amputare l’ho unita a quella sana. Ma lui mi chiese di correre subito, dopo pochi giorni, e noi siamo andati contro tutto il mondo che voleva non si facesse una follia del genere e lui l’ha fatta. Anche se ha perso il Mondiale per qualche manciata di punti la sorte lo ha ricompensato facendolo diventare campione del mondo per cinque volte.

 

Nel 2015 abbiamo assistito ad un aspro duello tra Valentino Rossi e Marc Marquez. Quando ha visto quella manovra a Sepang cosa ha pensato?

Più che pensare ho fatto un’analisi: penso che Valentino Rossi l’anno scorso ha fatto qualcosa di meraviglioso. Dopo quattro anni lontano dalle vittorie, dai titoli, è riuscito a trovare qualcosa di magico. Secondo me ha cominciato a decidere con le emozioni, voleva ancora emozionarsi, emozionandosi ha trattenuto la giovinezza, gli ha dato questa grande spinta emozionale, con un’armonia tale da diventare grandissimo fino alla Malesia. Poi lì qualcosa deve essere successo, qualcosa che può aver disturbato questa armonia di Valentino, per cui ha accusato Marquez e ha detto anche parole pesanti.

A quel punto credo che nella notte Marquez, che ha sempre adorato Valentino perchè era il suo idolo, abbia arrotolato i poster e i modellini di Valentino, li abbia messi in cantina e il giorno dopo è nata una mitologia, di un pilota come Valentino che vedeva nella moto di Lorenzo un sogno che si stava allontanando, cioè il suo titolo mondiale, e Marquez era l’ostacolo che gli impediva di raggiungere quel sogno. Mentre Marquez mitologicamente cercava di scalzare il padre per portagli via il trono e il regno. E quando qualcuno cerca di sbarrarti la strada si tenta di saltare o aggirare l’ostacolo o di portarlo via.

Solo che a Valencia questa mitologia del padre che combatte contro il figlio, del figlio che combatte contro il padre per il trono e per il regno ha portato nuovamente Valentino a recuperare quella che poteva essere stata una scelta non favorevole della polemica del giovedì in Malesia, perchè in questa battaglia ha combattuto solo il padre.

 

Secondo lei Valentino Rossi si è pentito di quella manovra azzardata?

Dovremmo chiedere a Valentino. Lui ha dimostrato, come i più grandi campioni della storia, di saper decidere con le emozioni. E questo l’ha reso giovane, amato e, anche se avesse fatto qualcosa di non perfettamente lecito, lo ha portato ad essere perdonato.

 

Dottor Costa, come immagina il prossimo Motomondiale dopo questo scontro tra Rossi e Marquez?

Se torniamo nel mondo mitologico continueranno a combattere, ma credo che questa volta combatteranno in modo da dare brivido a tutti coloro che li guarderanno.

 

Luigi Ciamburro