Audi gialla: gli investigatori a caccia del “covo”

(foto Twitter)
(foto Twitter)

 

Va ancora avanti la caccia ai “banditi” dell’Audi gialla e ai fiancheggiatori che li hanno ospitati durante i dieci giorni in cui hanno terrorizzato il Nordest (e non solo) con le loro scorribande.

 

La chiusura del cerchio

Secondo quanto riporta la Tribuna, gli investigatori stanno in queste ore passando a setaccio campi nomadi o abitazioni di cittadini stranieri dove la banda dell’Audi gialla potrebbe aver trovato rifugio dopo aver messo a segno i suoi “colpi” e nascosto la vettura durante il giorno. Gli inquirenti sono convinti che il terzetto di banditi sia stato ospitato da qualche basista in luoghi isolati tra Asolo e il Bassanese: il passaggio della macchina gialla non sarebbe infatti passato inosservato agli abitanti della zona.

E vanno ancora avanti le indagini del Ris di Parma: l’attenzione si sta concentrando sui campioni del dna dei banditi prelevati dal mozzicone di sigaretta rinvenuto sul luogo dove l’auto è stata data alle fiamme, nella notte tra lunedì e martedì, e dalle banconote usate dal trio ai distributori di benzina. Al setaccio i filmati delle telecamere dei comuni limitrofi a Onè di Fonte. “Dal sopralluogo dei Ris”, ha confermato il colonnello Ruggiero Capodivento, comandante trevigiano dell’Arma, “sono state rilevate delle campionature interessanti per le indagini. I tempi richiesti perché vengano analizzati, però, non sono immediati”.